martedì 14 febbraio 2012

buon compleanno "amorosa"



Anche se la torta era un po’ sgangherata ed è stata servita su un vassoio di fortuna, resta la torta più bella della mia vita e quel 22 gennaio di un anno fa non un semplice giorno da ricordare ma il giorno in cui il ciclone Barbara mi ha travolta e da cui non voglio salvarmi!!! Da un anno non dormo, mangio male non ho più tempo per me stessa ma se potessi tornare indietro mi farei travolgere ancora altre cento, mille e più volte ancora!

È stata una bella festa. Molto allegra colorata e piena di imprevisti. C’erano tutti i nonni, le zie lontane giunte qui apposta per l’occasione, le due cuginette e quello ancora nel pancione quindi anche la zia con il pancione, zia/madrina Palmy con i suoi striscioni tutti rigorosamente disegnati e colorati da lei. Peccato non averla potuta condividere in tempo reale ma i computer sono macchine e quando meno te lo aspetti ti lasciano a piedi!  La torta l’immaginavo diversa, l’immaginavo come quello che girano nel web, un castello colorato e decorato con pasta di zucchero ed affini ma, come al solito, non ho fatto i conti con il tempo o meglio è lui che si mette a correre! Allora come tutte le feste che si rispettino a casa mia la torta non è mai decorata bene, ma se così fosse non sarei io, è risaputo tra il parentado e non che non sono una “perfettina” e che lascio molto all’improvvisazione, lo trovo più spontaneo, diciamo …..artistico!

La torta è semplicissima, è quella che ho visto fare da “Antonia” un’amica di Benedetta Parodi al programma di mezzogiorno, poi ho copiato/incollato qui direttamente dal sito. Devo dire che è tutto vero! Non serve la farcitura (emmenomale!) perché è morbidissima ed è stratosfericamente buona. Ed è vero anche che NON bisogna cambiare l’ordine degli ingredienti, io l’ho fatto (distratta da mia suocera!) ed all’assaggio si è notato!
Ne ho fatte due quadrate e le ho sovrapposte mettendoci in mezzo uno strato di panna montata, per le torri ho impastato una terza dose e distribuito nelle lattine dei pelati foderate di carta forno.  Ho ricoperto tutto con crema al burro. La decorazione? Se fate da sole è meglio!!!

INGREDIENTI
250 gr di ricotta
250 gr di zucchero
3 uova
75 gr di cacao amar
1 bustina di lievito per dolci
100 gr di burro
80 gr di farina
Procedimento:
Lavorare la ricotta con lo zucchero usando le fruste elettriche. Incorporare le uova, il cacao amaro, la farina mescolata con il lievito e infine il burro sciolto. Continuare a sbattere fino a ottenere una crema tipo mousse. A questo punto trasferire l’impasto in una tortiera foderata di carta da forno e cuocere a 180°per 30 minuti.

venerdì 16 dicembre 2011

purciddhuzzi


Si narra nella storia della mia vita che una me treenne, molto prossima ai quattro anni, si addormentò a casa di una lontanta parente (tanto lontana da non essere quasi parente) durante la preparazione dei “purciddhuzzi” ancora oggi quando la stessa parente mi incontra chiede a mia madre “è lei quella che si addormentò mentre facevamo i purciddhuzzi?” mia madre annuisce allora la parente mi chiede “ti ricordi?” mi viene da dirle “cara parente, ma ti pare? È passato tanto di quel tempo che non so nemmeno se li ho mai avuti tre anni ed ammesso chi io li abbia avuti anche se abbondanti, dato che era dicembre ed io sono nata a febbraio, visto che dormivo posso mai ricordare??? Mah!!!” che ci facevo dalla parente?  Giusto la domanda nasce spontanea! A Casarano (per chi non lo sapesse ma sono in pochi: in provincia di Lecce) funziona così: nel periodo di Natale come in ogni paese esiste il dolce tipico natalizio ed a Casarano appunto, sono i purciddhuzzi molto simili per foggia agli struffoli napoletani ma totalmente diversi nell’impasto. Orbene! Cosa accade in questo periodo a Casarano? Che tutte le massaie ligie alla tradizione si organizzano per la preparazione che è un vero e proprio rito (bellissimo) facendo ricorso al parentado al vicinato ed anche alle comari che a turno, accompagnate da pargoli di tutte le età, si scambiano il favore di prestare la propria opera nella preparazione dei purciddhuzzi. Questo è quanto accadeva “ai miei tempi” probabilmente oggi l’organizzazione è diversa ma la bontà dei purciddhuzzi resta invariata ed allora divulghiamo la ricetta!!!

Mezzo kg. di farina “00”,
100 gr di olio di oliva di quello buono,
1 uovo,
100 gr di vino bianco,
la buccia grattugiata di 2 arance piccole o di una grande,
100 ml di succo d’arancia
1 bustina di lievito per dolci.
olio di semi di arachide
Per decorare
miele, confettini colorati ed argentati, cannella e pinoli q.b.

anticamente si versava la farina a fontana sulla spianatoia (tavolomadia) gli ingredienti liquidi nel “cratere” della “fontana” e si impastava. Io mi sono adeguata ai tempi ed ho usato la planetaria, non me ne vogliano le mie “ave”
dunque:
ho versato la farina nella ciotola della planetaria ho avviato ed ho unito in sequenza gli ingredienti liquidi. L’uovo, il vino bianco, il succo e la buccia grattugiata dell’arancia ed infine il lievito per dolci. Ho fatto andare la planetaria sino a quando l’impasto non è risultato morbido ma compatto da poterlo lavorare con le mani quindi ho proceduto alla lavorazione vera e propria dei purcidduzzi. Si tagliano dei piccoli pezzi dall’impasto e si formano tanti “serpentelli”  dal diametro di circa un centimetro da cui si staccano dei tocchetti di un centimetro e mezzo al massimo due. Poi questi tocchetti si passano su una superficie ruvida come si fa per gli gnocchi di patate, si può usare la forchetta, l’apposito attrezzino in legno o il retro di una grattugia per il formaggio. Io ho usato appunto il retro di una grattugina media che uso a volte per il formaggio a volte per la noce moscata. Una volta terminata l’operazione di “incavatura” ho fritto i purciddhuzzi in abbondante olio di semi di arachide sino a doratura.
In una pentola media ho sciolto il miele e vi ho calato a manciate i purciddhuzzi fritti sino a completa “glassatura”. Li ho scolati con la schiumarola ho composto i vari piattini; infine li ho cosparsi con confettini colorati ed argentati e spolverati con la cannella sbriciolata direttamente dalla stecca.

mercoledì 23 novembre 2011

Semifreddo di fagioli bianchi di spagna con salsa al cioccolato - Un’impensata delizia!



L’avevo detto! Martino non si smentisce mai! incuriosito da un insolito accostamento l’avevo visto leggere quel ricettario con troppo interesse. Mi sono fidata e come sempre ha avuto ragione lui. Contrariamente a quello che si possa pensare “loro” non s’impongono. Danno soltanto una vellutata consistenza dal morbido sapore di castagne ulteriormente riscaldato dall’abbraccio del cioccolato al rum
 Per il semifreddo
350 g di fagioli bianchi di spagna melandri gaudenzio
200 g di panna montata
120 g di zucchero
1 baccello di vaniglia
Rum
2 albumi

 Per la salsa al cioccolato
Rum
100 g di cioccolato fondente
Un dl di latte o acqua

Per decorare
Cacao in polvere

Lasciate in ammollo i fagioli in acqua con l’aggiunta del baccello di vaniglia per circa 12 ore. Buttate via l’acqua dell’ammollo recuperando il baccello di vaniglia e lessate i fagioli bianchi di spagna con altra acqua fresca ed il baccello di vaniglia per circa 90 minuti dall’ebollizione o 30 minuti dall’inizio del fischio se usate la pentola a pressione, come abbiamo fatto noi. Scolateli e riduceteli in purea, aggiungete la polpa della vaniglia ottenuta aprendo il baccello e raschiando all’interno. Unite lo zucchero e il rum lavorando il tutto con una frusta fino ad ottenere una crema. Montate la panna e gli albumi a neve con un pizzico di sale. Incorporateli lentamente alla crema di fagioli con un movimento dal basso verso l’alto. Distribuite il composto in otto/dieci formine e ponetele in freezer mezza giornata. Prima di servire preparate la salsa al cioccolato facendo sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con un dl di acqua o latte (noi latte) e aggiungendo un cucchiaio di rum. Sformate i semifreddi e guarnite con salsa al cioccolato calda e una spolverata di cacao in polvere.



giovedì 10 novembre 2011

Gaudenzio Melandri



Tutto è cominciato con una ricerca sul web di una ricetta con i legumi; poi c’è stata una mail a cui ne è seguita un’altra e poi un’altra ancora. Poi una mattina mi hanno portato un pacco. L’omino al citofono mi ha detto: “signora Eleonora c’è un pacco per lei”. Sono scesa con Barbara in braccio e con stupore ho letto "Gaudenzio Melandri" ed ho pensato: “di già!” Solo ieri la mail annunciava l’invio di una fornitura. Poi mi sono ricordata della cortesia delle mail, delle belle parole usate e delle risposte puntuali. La Ditta ancora una volta non si è smentita: serietà 10 e lode! Poi sono partita per il week and ed ho dovuto rimandare il post ma ho portato con me il ricettario. Al ritorno la tentazione è stata forte e spesso ho pensato “ora cucino e mangio tutto” ed Alice e Martino mi hanno ricordato del blog poi del post e quindi delle foto. Che non potevo fare causa memoria della macchina fotografica troppo piena e poco tempo per sedermi e sistemare tutto, una figlia è un bell’impegno specie quando le spuntano i primi dentini! Intanto però dalla dispensa, ancora inscatolati, i legumi e le zuppe così invitanti, solo a guardarli facevano venir voglia di metterli in pentola! Con tutte le ricette che ho letto sul ricettario resistere è dura! E contrariamente a quel che si possa pensare, trattandosi di legumi, non tutte le ricette sono per Alice infatti qualcuna coinvolge anche Martino il pasticciere di casa. Magari sarà proprio lui il primo a sperimentare. Vedremo!
Questo è il contenuto del pacco al prossimo post la ricetta, sarà dolce o sarà salata?

mercoledì 19 ottobre 2011

Rotolo gianduia


Su invito speciale di Birba e Marvin a partecipare al blog candy di Laura del blog “zampette in pasta” Martino ha realizzato apposta per i suoi amichetti questo rotolo che nella sua semplicità è di una bontà disarmante. Con la sua farcia dalla consistenza simile ad un fine cioccolatino con quel croccante velo di zucchero che dolcemente lo avvolge noi lo abbiamo trovato spettacolare!
 
















Rotolo gianduia
Per la farcia
100 gi di cioccolato gianduia
50 g di burro
50 g di zucchero a velo
1 o 2 cucchiai di latte
Spezzettate il cioccolato, bagnatelo con uno o due cucchiai di latte e scioglietelo a bagnomaria o nel microonde. Lasciate intiepidire, poi aggiungete il burro ammorbidito a temperatura ambiente e sbattete con la frusta elettrica aggiungendo gradualmente lo zucchero a velo. Mescolate bene e tenete da parte.

Per la pasta
50 g di farina
30 g di fecola
80 g di zucchero + un cucchiaio
2 uova
Rompete le uova in una ciotola e lavoratele con lo zucchero fino ad ottenere un composto giallo e spumoso. Unite la fecola e la farina possibilmente facendole cadere da un setaccio continuando a mescolare. Rivestite di carta forno una teglia rettangolare e spennellatela leggermente di burro; versatevi l’impasto e cuocete per 10 minuti nel forno già caldo a 180°. Trascorsi i 10 minuti sfornate e rovesciate l’impasto cotto su un canovaccio spolverizzato con un cucchiaio di zucchero. Spalmate la farcia al cioccolato lasciando un centimetro lungo i bordi ed arrotolate aiutandovi con il canovaccio, se necessario.

giovedì 13 ottobre 2011

I muffins della Fata Turchina

Lungi da me dall’atteggiarmi a “fata” soprattutto “turchina” anche perché sono ben lontana dalla ben nota eterea figura. Ma quando è il “fato” invece a decidere diamogli pure libero arbitrio tanto si sa che contro di lui si può poco se non nulla. Ma andiamo per ordine. Venerdì u.s. sono andata a Firenze, alle 15:30 circa ricevo un sms dove Simona di “a casa di Simo” mi dice che sabato mattina lei e Malù potrebbero venire a casa mia per il famoso incontro programmato da inizio luglio più o meno. Il fato ha voluto che io leggessi l’sms verso le 18:30 e che fossi senza credito, ma l’incontro io lo volevo a tutti i costi e per comunicarlo sono ricorsa anche ai segnali di fumo, quindi venerdì scorso sulla Toscana non sono passati gli ufo ma ero io che cercavo di parlare con Simona che non rispondeva quando le telefonavo con il telefono di Luca. Alla fine, preziosi gli sms, siamo riuscite a fissare per sabato mattina ore 9:30-9:45. Da Firenze siamo tornati quasi a notte fonda, Barbara durante la notte ha perso circa 40 volte il ciuccio e per tutte e quaranta le volte gliel’ho ritrovato. Alle 8:30 nonostante la notte quasi insonne sono riuscita ad alzarmi. Avevo sognato l’incontro con regalini e pasticcini confezionati con le mie manine ed invece non è avvenuto nulla di ciò. Durante la notte quando il richiamo di Barbara mi svegliava, tornando poi a letto pensavo: torta caprese, no, troppo tempo per pelare le mandorle e troppo rumore per macinarle. Rotolo farcito, no, non ho tempo per la farcitura. Pan di spagna semplice semplice, no, troppo banale e così via. Al risveglio (chiamiamolo così!) illuminazione: muffins!!! Si ma quali? Ricerca veloce, trovo la ricettina, adatto gli ingredienti, mi metto all’opera e mai muffins furono fatti più velocemente e mentre impastavo, bevevo caffè per svegliarmi, intrattenevo Barbara e programmavo mentalmente tutt’altro post che riassumesse incontro e ricettina. Poi Simo ha pubblicato prima di me questo post ed ha dato vita a questo post e nome a questi muffins! È stata lei che mi ha chiamata “Fata Turchina”!
Le mie impressioni sull’incontro? Mi sono chiesta come mai non ho subordinato la scelta della mia “location” a dopo averle incontrate. Avrei sicuramente scelto di andare a vivere vicino a loro magari “cacciando con la forza” una loro vicina dalla sua casa e insediandomici io con la forza.

Malù. Che dolce, di una dolcezza forte dal piglio deciso, un cuore grande. Mi sarei trovata proprio bene accanto a lei. La classica vicina che ti risolve il problema, che ti infonde sicurezza, che ci chiacchieri per ore e ricominceresti daccapo. Meravigliosa! Torna presto Malù anzi, verrò a trovarti, presto!

Simona. È la vita, anima tutto! Tutto è divertente con Simona anche la sua sciatica, povera! Quando si è spalmata sul tappeto Barbara l’ha amata subito, con tutti gli orecchini! Nella foto (appannaggio di pochi!) si può notare il suo sguardo adorante. Simo. La classica vicina che quando entra in casa si spostano i soprammobili perché è entrato un ciclone. Fantastica! Torna pure quando vuoi tanto non ho molti soprammobili. E se non vieni presto verrò a trovarti io!

I muffins
225 g di farina bianca
50 g di zucchero di canna
½ bustina di lievito per dolci
225 ml di latte
50 ml di olio d’oliva
Un uovo
Una manciata di gocce di cioccolata
Un pizzico di sale
Data la fretta non ho seguito la ricetta alla lettera ma ho messo insieme tutti gli ingredienti li ho amalgamati velocemente e distribuito a cucchiaiate metà composto in una teglia da muffins. Ho unito le gocce di cioccolata al restante impasto, ho distribuito anche questo in un’altra teglia da muffins ed ho infornato tutto in forno caldo 180° per 25/30 minuti. Fatta la prova stecchino ho lasciato per 5 minuti i muffins nel forno spento, li ho sfornati messi nei pirottini poi sulla gratella a raffreddare ed ho atteso l’arrivo delle donzelle!

martedì 20 settembre 2011

Pasta tonno fagioli e semi di papavero


Questo piatto mi ricorda la mia prima romantica vacanza con Luca in Croazia, prendemmo un appartamento minuscolo ma graziosissimo e per i pasti ovviamente generosamente offrì la mia disponibilità ma dopo la preparazione di questo piatto e di un pollo allo spiedo preso al super del posto per i giorni successivi optammo per un vacanziero gelato in spiaggia ad ora di pranzo e per la sera ci concedemmo delle romanticissime cene “fuori” era la “nostra” prima vacanza d’altronde, mica potevo passare il tempo a cucinare?! ad ogni questa preparazione è d’effetto per la presenza dei semi di papavero ed è velocissimo da preparare, ci vuole di più per far bollire l’acqua della pasta.


Per due persone
• 180/200 gr di pasta è consigliata pasta rigata e “contorta” (la quantità varia a seconda della fame che avete e se rimane piatto unico)
• 2 scatolette di tonno al naturale
• 1 scatola di fagioli cannellini
• Olio d’oliva
• ¼ di cipolla preferibilmente bianca
• Un cucchiaio raso di semi di papavero
Portare ad ebollizione abbondante acqua per la pasta. Nel frattempo affettare sottilmente la cipolla e metterla a rosolare a fiamma moderata con un po' di olio in una larga padella, quando sarà diventata trasparente versare i fagioli con il loro liquido di conservazione, mescolare con un cucchiaio di legno e lasciar insaporire un po’ facendo cuocere per pochi minuti giusto il tempo che si scaldino i fagioli quindi, schiacciarli tutti con una forchetta riducendoli in purea. Scolare l’acqua del tonno ed aggiungere quest’ultimo ai fagioli e mescolare per amalgamare gli ingredienti. Non lasciar asciugare troppo. Quando la pasta sarà pronta versarla direttamente nella padella del condimento mescolando bene in modo che la pasta si condisca bene. Aggiungere gradualmente sempre mescolando i semi di papavero. Dare un’ultima mescolata impiattare e servire.