lunedì 13 dicembre 2010

Torta saracena ed un grande dilemma!


Allora… dove eravamo rimasti? Ah! Si, alla torta per la mia mamma ed al “grande annuncio”. Nel frattempo ci sono stati “soltanto” un trasloco ed il trasferimento momentaneo in un’altra città per poter beneficiare delle attenzioni della mamma e delle sorelline nonché della compagnia dell’amato autore dei fatti di cui sopra.
“L’attesa” nel frattempo è andata avanti, purtroppo non sempre senza problemi, anzi! Quindi è giunto anche il momento di affrontare l’argomento di grande responsabilità: il nome!
Premesso che amiamo i nomi italiani, semplici e possibilmente con una storia di famiglia abbiamo valutato prima i nomi delle nonne ma Angela e Gesualda purtroppo non ci hanno proprio convinto! Siamo passati quindi alle bisnonne e qui è meglio lasciar perdere, mettiamoci pure che il nome di una bisnonna è anche il nome di una zia e che il nome in questione è Palmira! Che il nome di un’altra bisnonna corrisponde ad uno dei miei nomi: Michela (questa soluzione proposta e sostenuta a gran voce da mia suocera). Rimanevano: Antonella, Francesca o Serena.
Poi un giorno ho un lampo di genio! “Il papà si chiama Luca e se la chiamassi Luna?” sembrerebbe che si chiami come il papà (che è una cosa che mi sarebbe tanto piaciuto fare ma Luca mal si presta) nessuno ha parlato ma mi è bastato leggere le varie espressioni sui volti degli interpellati per farmi cambiare idea o meglio per farmela accantonare completamente!
Poi il papà ha proposto Giulia e qui è bastata la mia di espressione e le statistiche che lo collocano al primo posto tra i nomi più usati negli ultimi anni a bocciare questa possibilità!
In tutte queste nostre elucubrazioni però, ogni volta che pronunciavo un nome seguito ovviamente dal cognome il più bello in assoluto per me restava e resta tutt’ora: Barbara! Che non c’entra niente con tutto quello detto sin’ora. Ma prima ancora di incontrare Luca mi ritrovai un giorno a pensare che se avessi avuto una figlia mi sarebbe piaciuto tanto chiamarla Barbara e per quanto io abbia valutato e continui a valutare altri nomi Barbara mi sembra il più bello in assoluto. Aristocratico, di classe con un vago sentore di nobiltà. Sto esagerando? Ok! Va bene! Allora ditemi cosa ne pensate di Alessandra!

A voi il mio grande dilemma: Barbara o Alessandra?

Torta saracena
• 100 g di farina di grano saraceno
• 100 g di farina di riso
• 100 g di nocciole tostate
• 140 g di mandorle non pelate
• 240 g di zucchero di canna scuro
• 200 g di burro
• 3 uova

Ridurre in polvere le nocciole tostate e le mandorle non pelate. In una capiente ciotola miscelare le farine, le mandorle e le nocciole ridotte in polvere.
In un’altra ciotola montare lo zucchero con il burro sino a quando non diventano gonfi e spumosi aggiungere quindi a cucchiaiate la miscela di polveri e man mano che l’impasto si inspessisce incorporare uno alla volta le uova.
Quando tutti gli ingredienti si sono ben amalgamati versare l’impasto in uno stampo imburrato ed infornare in forno già caldo a 180° dopo circa 30 minuti fare la prova stecchino se risulta asciutto spegnere il forno e lasciarvi la torta per 5 minuti scarsi non di più. Quindi sfornare, lasciare intiepidire e sformare.

Attenzione!
comunicazione antiplagio:
questa torta è frutto di una mia elaborazione e pertanto se qualcun altro oltre me dalla data di pubblicazione di questo post se ne assume la paternità commette reato secondo le regole di questo blog e non solo!!!

venerdì 15 ottobre 2010

un giorno di primavera.....



Un giorno di primavera mi accorsi che in me era sbocciato il fiore più bello

Allora ho fatto questo torta che voleva essere un cesto di rose, rose bianche, simbolo di candore, e sono corsa dalla mia mamma a Firenze. Lei ha pensato che ero li per festeggiare il suo compleanno e che la torta fosse la sua torta di compleanno, gliel’ho lasciato credere. Tutti hanno pensato la stessa cosa, io e Luca siamo stati bravi, per l'occasione siamo riusciti persino a trascinare i suoi genitori a Firenze. Poi è arrivato il momento della torta e rivolta alla mia mamma ho detto “scusa mamma, ti ho fatto la torta ma non sono riuscita a prenderti il regalo, però io e Luca l’abbiamo prenotato, è pronto a gennaio!” senza aggiungere altro lei ha capito, mi ha sorriso ed io ho cominciato a piangere mentre Luca dolcemente mi accarezzava e con tutta la gioia che solo chi ha già provato conosce sono riuscita a dire: “si mamma, sono incinta!”
Rivivere quel momento mi fa sempre un certo effetto, non dimenticherò mai lo sguardo di mia madre e le lacrime delle mie sorelle una mentre stringeva a se il suo fagottino nato da un mese l’altra mentre mi abbracciava forte, ma soprattutto l’abbraccio tra le lacrime di gioia della mamma di Luca al suo cucciolo……….

p.s.: è una bimba!

Mud cake
• 185 g di burro
• 185 g di zucchero di canna
• 125 g di zucchero
• 60 g di cioccolato fondente fuso
• 30 g di panna
• 1 puntina di cucchiaino di bicarbonato
• Un pizzico di sale
• Pavesini per il bordo
Mescolare farina, cacao, bicarbonato e sale e tenerli da parte.
Sciogliere il cioccolato e la vanillina nella panna calda e lasciare raffreddare. Nel frattempo montare con i due tipi di zucchero il burro ammorbidito a temperatura ambiente. Quando sarà chiaro e spumoso aggiungere il cioccolato fuso nella panna. Aggiungere quindi un ovo alla volta ed a cucchiaiate la miscela di farina, cacao ecc..
Versare il composto in uno stampo imburrato ed infarinato ed infornare in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti. Vale sempre la prova stecchino.

Pasta di zucchero
• 450 di zucchero a velo
• 70g di miele
• 6g di gelatina in fogli
• 30g di acqua
• 16g di burro
Versare lo zucchero a velo in una ciotola e mescolare con le fruste per togliere eventuali grumi.
Ammorbidire i fogli di gelatina nei 30 g di acqua poi scioglierli a bagnomaria ed
aggiungere il miele, poi il burro e mescolare fino a far amalgamare tutti gli ingredienti ma senza far bollire.
versare il composto sullo zucchero e mescolare con le fruste fino a quanto non sia tutto ben amalgamato fino a formare una palla morbida e malleabile.
A questo punto trasferire sulla spianatoia e lavorare con le mani e se necessario, aggiungere un po’ zucchero.
Ottenuta la consistenza desiderata procedere alla realizzazione delle decorazioni.

p.p.s.: perdonatemi per la foto, ma con tutta quell'emozione proprio non sono riuscita a fare una foto migliore!

martedì 27 luglio 2010

sogno soffice al caffè


Ed eccomi qua! Anzi, arieccomi. Quanti di voi hanno pensato, sfregandosi le mani, “Haaa! Finalmente ce la siamo tolta dai piedi quella pazza scatenata che fa cucinare due poveri gattini!” e invece no, i miei gattini continuano a cucinare, ed io a pubblicare tutto sul “loro” blog.
Lo so, lo so qualche spiegazione ve la devo, avete ragione, sarò ben lieta di darvela ma non in questo post…………
Per ora vi lascio alla meraviglia che Martino ha realizzato per il compleanno di Luca, un cheese cake non cheese cake, una torta non torta insomma, un dolce davvero molto particolare dal delicato aroma di caffè esaltato dal croccante delle noci e la scioglievolezza della panna e della cioccolata.

Nota importantissima:
La pigrizia di Martino e le mille altre cose da fare per l’organizzazione del “party” in onore di Luca, ci hanno fatto arrivare all’ora X con la torta montata ma non decorata e siccome era tardi, ma che dico tardi, di più! Pur avendo comprato tutto l’occorrente per fare la torta uguale-uguale a quella del giornale non ci siamo riusciti e così l’abbiamo decorata alla meno peggio (più più che meno) e per rendere giustizia a questo dolce che merita davvero vi pubblico la foto della torta fatta da noi (che vi farebbe desistere immediatamente ) e la foto della pagina del giornale (che vi fa subito ricredere!).
Lo so: È tutta n’altra cosa!!!!!!!!!



N.B.: questa è la pagina del giornale fotografata da me, NON è la torta che ha fatto Martino!

Il
giornale dove abbiamo attinto è uno dei più autorevoli e la chiama così:

sogno soffice al caffè

per la base:

4 uova

180 g di zucchero

Una presa di sale

Una presa di cannella

50 g di burro

50 g di farina

150 g di granella di noci


Per la crema:

600 ml di panna fresca

120 g di zucchero

125 ml di caffè leggero

Una fialetta di vaniglia

12 g di fogli di gelatina

Per la decorazione:

200 ml di panna

Una dozzina di gherigli di noci

Riccioli di cioccolato

Foglio d’oro alimentare

Come si prepara
Pesate il burro e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente. Intanto in una terrina mescolate le uova, il sale e la cannella, unitevi lo zucchero e sbattete il composto con le fruste elettriche finché risulti soffice e spumoso (occorreranno almeno 5 minuti). Nel frattempo mescolate la farina con la granella di noci. Incorporate a cucchiaiate il composto di noci e farina al composto di uova fino ad esaurimento e infine unite il burro ammorbidito. Amalgamate ancora per qualche minuto per ottenere un composto omogeneo che verserete in uno stampo a cerniera da 22 cm di diametro rivestito con un foglio di carta da forno. Mettete la base in forno a 180° per circa 30 min o fino a quando non supera la prova stecchino, quindi toglietela dal forno e fate raffreddare completamente.
Preparate nel frattempo la crema
Preparate una macchinetta di caffè da tre tazze
Disponete i fogli di gelatina ad ammorbidire in acqua fredda per una decina di minuti. Versate il caffè in una casseruola e portatelo al limite del bollore quindi toglietelo dal fuoco e fatevi sciogliere la gelatina prima ben strizzata. Versate la panna in un’altra casseruola, unitevi lo zucchero e l’essenza di vaniglia e portate ad ebollizione mescolando ogni tanto finché non sentirete più i granelli di zucchero sotto il cucchiaio. Incorporate il composto di caffè a quello di panna e filtrate il tutto direttamente in uno stampo da 22 cm di diametro. Mettete in frigo a rassodare almeno un paio d’ore.
Trascorso il tempo necessario riprendete lo stampo con la crema rassodata e capovolgetelo sulla base della torta.
Decorate con ciuffi di panna, un gheriglio di noce per ogni ciuffo, riccioli di cioccolato e spruzzate con pezzettini di foglio d’oro.


Suggerimento:
se non avete due stampi dello stesso diametro (rigorosamente a cerniera e con il fondo) utilizzate, organizzandovi un po’, lo stesso stampo sia per la crema che per la base. NON cercate di utilizzare per la crema uno di quegli anelli regolabili ma senza fondo semplicemente poggiato su un piatto rischiate di rimanere senza crema in quanto all’inizio è molto ma molto liquida e proprio non ne vuole sapere di restare nello stampo senza fondo!

martedì 18 maggio 2010

NUNZIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM




Il 7 maggio a Firenze è nata la mia prima nipotina!!!

Un mese prima del previsto ha spalancato le porte della sua vita.

Per lei ho pianto, corso, sperato, temuto. Ma lei è stata più forte di me.

L’ho amata subito, ancor prima che nascesse e quando è nata è diventata parte di me.

Lei che non si è fatta attendere ora è l’apice dei miei pensieri e fonte della mia felicità…….

Non immaginavo che la gioia di diventare zia fosse grande quasi quanto la gioia di diventare mamma!

Brava Antonella, sei stata meravigliosa…..

Grazie Luca…..


video



.....mi permetto, una prima e molto probabilmente ultima,


intrusione in questo incantato contesto virtuale


ideato da ele (nonchè neo zia) per ringraziare Antonella e Luca


per questo magnifico dono tanto desiderato e per avermi reso partecipe


di alcuni momenti molto belli in qualità di "zio"......


Luca

venerdì 30 aprile 2010

Minestra d’orzo


Prima che arrivi il grande caldo e speriamo arrivi presto, cerco di consumare quegli alimenti che giacciono in dispensa e che giacerebbero sino all’autunno senza un tempestivo intervento, tra questi c’era l’orzo perlato, che amo molto, ma ogni cosa ha il suo tempo, dopo è una nota stonata. Come sempre ho chiesto consiglio ad Alice che come sempre mi ha trovato la soluzione. L’aria di sera è ancora fresca e certe minestre possiamo ancora concedercele grazie anche alla pentola a pressione che tutto (non esageriamo!) semplifica, metteteci una sera con mezz’ora “libera” una pioggia che cade noiosa ed esce fuori questa morbida zuppa che ancora ci può scaldare sulla tovaglietta scovata nel giardino della Minerva.

100 g di orzo perlato
30 g di burro
50 g di speck
Due cucchiai di olio
Una cipolla
Uno spicchio d’aglio
Una carota
3 patate medie
Un rametto di rosmarino
Un dado
Un cucchiaio di grana grattugiato
Sale
pepe

Sciacquate l’orzo con un getto d’acqua fresca. Pulite, sbucciate e tagliate a dadini piccoli tutte le verdure e lo speck. Tritate gli aghi di rosmarino. Nella pentola a pressione fate fondere olio e burro, unite lo speck e dopo pochi minuti tutte le verdure e gli aromi. Lasciate insaporire, mescolando di tanto in tanto, quindi aggiungete un litro e un quarto di acqua, il dado e l’orzo. Chiudete la pentola e all’inizio del sibilo, abbassate la fiamma e continuate la cottura per 30 minuti. Regolate di sale unite un’abbondante macinata di pepe e spolverizzate col grana.

giovedì 29 aprile 2010

Purè di carote


Avevo in frigo un vassoio di carote che chiedeva pietà prima di passare allo stadio successivo, fortunatamente di libri e giornaletti di cucina in casa ce ne sono a iosa, così Alice ha sfogliato e sfogliato fino a quando ha scorto un trafiletto con questa ricetta. Può essere considerato un contorno o un piatto unico arricchito con un cucchiaio di funghi trifolati e/o con dei tocchetti di pane abbrustolito. Io l’ho mangiato a cena così come lo vedete nella foto e devo dire che mi è piaciuto molto. Le patate bilanciano il gusto un po’ dolce delle carote e danno consistenza alla preparazione.
250 g di carote
Un po’ di cipolla
2 patate medie
Due cucchiai di olio
20 g di burro
Un cucchiaio di grana grattugiato

Lessate le patate sbucciate e tagliate a dadi. Nel frattempo lavate e raschiate le carote, tagliatele a rondelle sottili e rosolatele nell’olio caldo dove avrete fatto appassire la cipolla, salate o insaporite con un dado. Coprite e fate cuocere per 20 minuti mescolando di tanto in tanto. Quando le carote saranno cotte unite le patate e frullate tutto con il mini pimer. Unite il burro ed il grana e mescolate. Distribuite nelle ciotoline e servite.
Se la preparazione dovesse risultare troppo liquida fate asciugare un po’ sul fuoco mescolando.

martedì 27 aprile 2010

La cucina di Alice e Martino

Ovviamente questo post nasce per partecipare all’iniziativa di fragola e limone


Ecco la mia cucina!



Allora cominciamo:
Questa cucina è stata comprata a puntate, prima il blocco fuochi lavello frigo ecc. poi (qualche anno dopo) la credenza ed il banco, gli accessori (mensola e sgabelli) sono un regalo di Luca e mia sorella Palmy. Scelsi questa soluzione valutata mooolto attentamente perché data la forma stretta e lunga non si presta per il pranzo, infatti al massimo ci si sta in due e con un tavolo tradizionale le cose certo non sarebbero cambiate così, optai per questo banco con i cassetti , infatti i “piedi” nascondono due cassetti. In uno ci sono i detersivi che mi servono in cucina nell’altro le spezie, l’olio, l’aceto ecc. la televisioncina nell’angolo non ci sta granché bene, ma me la sono fatta regalare apposta da mia sorella Anto, mi tiene tanta compagnia soprattutto mentre “pastrocchio”.
Nell’acquisto ho commesso un paio di errori imperdonabili, siccome ero single, non presi in considerazione l’acquisto della lavastoviglie oggi mi pento amaramente di questa leggerezza! E poi la colorazione. Volevo dare una nota di colore ad un ambiente immacolato e scelsi questo giallino, non mi ha stancata a dire il vero, però se dovessi fare ora questa scelta la prenderei “avorio” si intonerebbe decisamente meglio. Per il resto c’era poco da scegliere avevo soltanto due pareti una di fronte all’altra che non consentivano alcun movimento particolare, angoli, penisole ecc.
Un’altra cosa che proprio non mi piace sono gli infissi rossi, purtroppo erano di capitolato e ce li siamo dovuti tenere così, pazienza!
Il mio sogno è una cucina grande con una soluzione di mobili angolare, con una bella penisola o addirittura isola ed il tavolo per mangiare in intimità, poi per gli ospiti un grande, luminoso ed accogliente soggiorno. d’altronde a scuola mi hanno insegnato che quando è possibile è meglio tenere la cucina separata dal soggiorno/pranzo ma erano altri tempi ora le case hanno tutte l’ingresso nel soggiorno con angolo cottura!


il banco



la zona operativa



particolare

sabato 24 aprile 2010

Riso Venere nel giardino della Minerva

Sabato e domenica scorsi a Salerno nello splendido scenario della Villa Comunale si è tenuta la decima edizione della “Mostra della Minerva” organizzata dal Comune di Salerno e dall’Associazione “Hortus Magnus”. La Mostra ospita vivaisti italiani e stranieri per la presentazione di collezioni di piante insolite, rare, curiose, sementi, bulbi, editoria specializzata, arredi e complementi da giardino, prodotti per la cura delle piante ed artigianato e non solo (aggiungo io). Grazie ad una benevola combinazione astrale Luca era nei dintorni, generalmente quando c’è una mostra, un film al cinema, un concerto o qualsiasi altra cosa che mi interessi Luca è a Pisa ed io a Salerno, per non offendere quindi gli dei per la grazia concessa ma soprattutto le dee abbiamo inforcato la moto, quella grande che ha il portaoggetti più capiente, ; ) e siamo andati ad omaggiare Minerva. Appena giunti, per avere più libertà di movimento, ho mollato la macchina fotografica a Luca e l’ho nominato fotografo ufficiale e mentre lui scattava, sbuffava e pagava quello “io” che compravo ; ) la sottoscritta si gustava i vari stands annusando, ascoltando, gustando...
p.s.: il testo in corsivo è copiato dalla locandina della mostra : )

vi concedo la mia mano...e vi presento la "figlia del vento" Minerva

tranquille, ho comprato una scatola di caramelle a Luca e la liquirizia pura per il liquore, il negoziante mi ha fornito anche la ricetta originale. Prossimamente: liquore alla liquirizia!


che meraviglia questa scatola di latta, peccato che per averla avrei dovuto comprarla con tutto il contenuto...praticamente facendo un prestito...la ritroverò prima o poi!


lavanda
orchidee

piante grasse

condomini per le piante

fiori

banchetto, qui ho comprato delle bellissime tovagliette "americane" mi pento e mi dolgo di non aver comprato quel portabicchieri in ferro battutto!


altro banchetto

scorcio

altro scorcio

dulcis in fundo...il Castello Arechi!

E poi cena a tema, per non offendere "nessuna"
“Riso Venere con gamberetti al sesamo”


Per due persone
120 g di riso venere
La ricetta dei gamberetti l’ho presa qui (he! he! he!) ma siccome a me serviva come condimento (e basta!) ho variato un po’ le dosi, quindi per la ricetta completa vi rimando all’originale e vi riporto soltanto le mie dosi ed i miei cambiamenti


una vaschetta di gamberetti sgusciati congelati circa 200 gr
una decina di funghi porcini secchi tritati
3 cucchiai di olio di oliva
1 cucchiaio di sherry
1 cucchiaio di semi di sesamo

Preparazione:
sciacquate il riso e cuocetelo in abbondante acqua bollente leggermente salata, ci vorranno circa 15 minuti.
Fate rinvenire i funghi in una ciotola con dell’acqua calda, nel frattempo, sciacquate un po’ i gamberetti per togliere il ghiaccio in eccesso e metteteli a scolare.
Scaldate in una padella l'olio e rosolate a fiamma alta i funghi tritati per qualche secondo. Aggiungete i gamberi ed i semi di sesamo. Fate cuocere per circa 10 minuti mescolando di tanto in tanto, aggiungete lo sherry e portate a cottura.
Scolate il riso, distribuitelo nelle ciotoline e conditelo con i gamberetti…..
.....dimenticavo..... con questa ricetta partecipo all'iniziativa di zenzero e cannella i 100 princicipi voce riso venere

sabato 20 marzo 2010

Cavolo cappuccio con uvetta

Durante i miei ormai settimanali viaggi in treno verso la toscana, difficilmente posso conversare con i miei compagni di viaggio, in quanto molto spesso mi capita di viaggiare con persone che non parlano la mia lingua (o io la loro) e così trascorro le 5/6 ore di viaggio leggendo i miei giornali o il libro di turno. Una delle ultime volte in cui ho viaggiato anche se il treno era sempre lo stesso, il giorno pure, lo stesso contesto, fortunatamente, non si è verificato grazie al fatto che dopo poco essere salita sul treno a Napoli è salita anche “Nadia” una ragazzona tutta sole e mare con tanto di bagaglio pesante al seguito che all’offerta di aiuto, per la sistemazione del predetto bagaglio, di un signore ha risposto candida con il suo spiccato accento napoletano, che io adoro, “non si preoccupi, la sostanza ci stà” in effetti “Nadia” occhio e croce sarà stata almeno un metro e ottanta centimetro più centimetro meno, i miei centimetri sono tutti meno. Occupavo il suo posto perché accanto al finestrino ed al mio cenno di alzarmi per cederglielo e sedermi al mio posto (centrale), lei non ha battuto ciglio facendomi restare dov’ero. Insomma, al contrario delle altre volte il viaggio cominciava proprio bene! Per ricambiare la sua cortesia le offro di sfogliare i miei giornali (rigorosamente di cucina) lei da un’occhiata alle copertine e comincia: questo l’ho letto stamattina, questo oggi pomeriggio e questo ieri! Non avevo più dubbi il viaggio era cominciato proprio bene! E così è cominciata la nostra conversazione, io le ho parlato del blog (non solo del mio) e lei mi ha parlato del suo lavoro nella cucina di una mensa! Da questo punto in poi non ci siamo più fermate! Tra le varie ricettine di cui abbiamo parlato questa mi ha proprio intrigata, sarà che ho cominciato a mangiare cavolo e tutta la sua famiglia solo un paio di mesi fa, (quindi devo recuperare tutti quelli che non ho mangiato fin’ora!) sarà che Nadia è stata coinvolgente nella spiegazione, io ieri sera (con l’aiuto di Alice) ho provato la sua ricetta! E devo dire con che risultato! La farina crea un avvolgente velo e l’uvetta dona un aroma particolare ed inconsueto.
Mi dispiace molto che probabilmente (sicuramente) lei non leggerà mai questo post ed io non ho nessuna maniera per far in modo che lei lo legga.

Mezzo cavolo cappuccio (quello a foglie lisce)
Un cucchiaio di farina
Una manciata di uvetta
Olio
Uno spicchio d’aglio

Mettete in ammollo l’uvetta per far togliere il sapore dolce.
Lavate il cavolo e tagliatelo a striscioline. In una capace padella fate scaldare un paio di cucchiai di olio con lo spicchio d’aglio. Quando l’olio è caldo unite il cavolo tagliato a striscioline grondante d’acqua, coprite con un coperchio e fate appassire qualche minuto. Aggiungete il cucchiaio di farina, il sale e fate cuocere girando spesso ed aggiungendo se necessario un po’ d’acqua calda.
A metà cottura aggiungete l’uvetta, mescolate bene e portate a cottura.
Ho pensato di utilizzarlo qualche volta come ripieno dev’essere una delizia!

martedì 16 marzo 2010

ricotta o primo sale?

A volte capita di andare di corsa tutta la settimana e saltare puntualmente la colazione e ci si ritrova poi, nel fine settimana con mezzo litro di latte in scadenza. Che si fa con il latte che scade il giorno stesso in cui ti accorgi di averlo in frigo? Semplice, un giro sui vari blog e scopri che ci puoi fare la ricotta o primo sale che dir si voglia…

Alice ha fatto così

  • mezzo litro di latte
  • 3 cucchiaini di succo di limone
  • Un pizzico di sale

Mettere il latte in una pentola e portarlo a bollore. Appena comincia a bollire abbassare leggermente la fiamma ed aggiungere il sale ed i tre cucchiaini di succo di limone, lasciar sobbollire appena cinque minuti. Spegnere il fornello, coprire la pentola con un coperchio adatto e lasciar riposare 15/20 minuti.

Filtrare con un colino a trama fine (senza premere) e trasferire subito nel canestrino apposito. Lasciar raffreddare.
Volendo si possono aggiungere aromi, erbe o spezie ma anche in purezza ha il suo fascino.

Fascino!? Una ricotta? Mah! Però a me è piaciuta!

Note:

  • la ricetta è il risultato dello studio di tutti i blog (ma proprio tutti) che hanno già fatto questa prova perdonatemi per il “plagio”;
  • da questa preparazione si ricavano circa 250 ml di (divino) latticello;
  • la ricottina che si ottiene pesa poco più di 100 gr.

Suggerimento:

  • con il miele è divina!

mercoledì 10 marzo 2010

premi e meme

È risaputo che questo blog funziona così: se c’è Luca, Alice e Martino si producono in mille preparazioni pur di compiacerlo ma se Luca non c’è niente fa avvicinare i gattacci alla cucina, metteteci pure una brutta influenza quindi di cucinare in questi giorni proprio non se ne è parlato! E credo che per ora purtroppo non se ne parlerà. L’influenza pensavo fosse scomparsa ed invece così non è stato. Eppure pensavo di essere “vaccinata” con tutto il latte di mamma preso fino alla vergognosa età di due anni (chissà cos’era ormai!) sarà che è scaduto l’effetto! Fatto sta che l’ultimo evento febbrile significativo registrato risale al gennaio del 2000 mi chiedo ancora cosa sia potuto succedere. Io che ho resistito alla cinese, alla giapponese, all’africana e a tutte le influenze stagionali sin dall’infanzia. Io che da adolescente pregavo in aramaico antico e poi in moderno affinché influenza mi colpisse per poter saltare la scuola ed invece niente! Ai tempi della cinese in tutto l’istituto c’eravamo soltanto io ed il bidello eppure mia madre non volle sapere ragioni: mi ci mandò lo stesso, sapeva che non c’era da temere il contagio con me. Giovedì scorso invece, dopo una mattinata trascorsa a correre (già raffreddata) sotto la pioggia alle 13 in punto con 38 di febbre ho mollato tutti e me ne sono tornata a casa con la certezza che il giorno dopo sarei stata bene. Non è stato così! Ci sono state notti insonni e giorni interminabili. L’amato preoccupato ma lontano, la mamma (ovviamente anche lei lontana) apprensiva dalle 50 telefonate al giorno quando non hai neanche la forza per respirare. Le sorelline (lontane anche loro) ansiose che mi chiedevano: “ stai ancora così?” fortuna che la suocera è vicina ed ha provveduto a pasti e medicine (e questa volta il rimedio non è stata un’iniezione!) si, la mamma di Luca se ti fa male un dito risolve subito con un’iniezione! E se glielo mandi a dire che stai male arriva direttamente con la siringa già pronta. Ma come fa a conoscere soltanto i medicinali che si “iniettano"?
Il blog? Beh! Lui è andato avanti per conto suo, infatti, quando l’ho riaperto ho trovato premi e giochini. Che bello! Hanno pensato a me anche se ero assente. Che cari! E quindi con un grande bacione ringrazio (in ordine cronologico di arrivo) Max, Molly e luna d’argento per questo bellissimo premietto qui


Non è meraviglioso?


Ed Angie per questo giochino carinissimo che faccio subito

Queste sono le 10 cose che mi piace fare:
1) spendere tutti i soldi appena prelevati dal bancomat
2) dormire con Luca
3) cucinare per Luca
4) andare in moto (purtroppo posso andarci solo come passeggero)
5) strapazzare di coccole Alice e Martino
6) leggere i post degli altri blog
7) guardare i cartoni animati (ultimamente non perdo una puntata di Pollon!)
8) la Tennent’s
9) andare al mercato
10) andare all’Ikea

giro il giochino (a pari merito) a:
1) micaela perché è la mia “amica” del cuore
2) Ylenia perché è di Casarano come me
3) Alessandra perché è un “personaggio”
4) Jajo perché durante la “malattia” a Forum ho visto uno che gli somiglia
5) Maurina perché fa bene tutti i tipi di pane
6) Luciana perché è romanticissima in abito da sposa sotto l’ombrellino
7) Alem perché mi “tortura” con le foto delle manine della figlia
8) Federica perché la foto dell’icona con la figlia in braccio mi fa impazzire
9) Stefi perché prima o poi quando vado da mamma a Firenze andrò anche da lei insieme ad Alice e Martino (…li ha invitati!)
10) Imma perché mi piace tanto che fa di un dolce un’opera d’arte

martedì 2 marzo 2010

muffins papaverini


Non so voi ma io a volte per alcuni ingredienti devo penare un po’ prima di trovarli e non solo, devo prima crocifiggere il negoziante di turno! Mi è accaduto con i semi di papavero. Possibile che siano introvabili? Poi quando i fratelli “Sansone” che esercitano la loro attività in un noto mercatino rionale di Salerno mi hanno detto che potevano procurarmeli è cominciato il loro calvario! Loro puntualmente se ne dimenticavano io invece, no! Così tutti i giorni, o quasi, quando mi vedevano spuntare tra le bancarelle del predetto mercatino volevano scomparire con tutto l’esercizio o quanto meno rendersi invisibili alla mia sola vista. Ma alla fine l’ho spuntata io, forse li ho presi per stanchezza! (poveri!) e finalmente ho avuto i miei tanto agognati semi di papavero! Ma cosa ci doveva fare Martino di tanto importante con i semi di papavero? Semplicemente questi morbidissimi muffins profumati di vaniglia e non solo…..

Per 8 muffins - circa
90 g di farina
65 g di zucchero
125 g di yogurt alla vaniglia
45 g di burro morbido
1 uovo
mezza bustina di lievito per dolci
una puntina di bicarbonato
un cucchiaio di semi di papavero

Lavorate l’uovo con lo zucchero sino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, unite il burro ammorbidito a temperatura ambiente, poi la farina a cucchiaiate mescolata al lievito, al bicarbonato ed ai semi di papavero. Infine aggiungete lo yogurt.
versate l’impasto nei pirottini sistemati nelle teglie per muffins ed infornate a 180° per 20/25 minuti.
Prova stecchino. Sfornate e lasciateli raffreddare prima di consumarli.
Morbidezza profumo e bontà sono assicurati! Li consiglio a colazione

lunedì 22 febbraio 2010

22 febbraio - Il mio compleanno!


Aggiornamento al post precedente
Era da un po’ che non piangevo di gioia, di commozione. E se oggi è accaduto devo ringraziare due persone: Luca e Micaela.
Il mio è stato un compleanno “bello” tutti hanno avuto delle premure per me, mia madre e le mie sorelle mi hanno mandato dei fiori, Luca è tornato un momento da Pisa per trascorrere soltanto “il” giorno con me e poi di corsa è ripartito, gli amici mi hanno telefonato. Insomma mi reputo fortunata. Ma quando penso che ormai il giorno del mio compleanno volge al termine e che ormai i giochi sono fatti, faccio il bilancio della giornata e sono contenta, ed invece ad attendermi c’è ancora tanto! Sono tornata a casa con un sorriso stasera, ma non bastava. Sul tavolo della cucina c’erano ancora due sorprese ad attendermi. Luca ha voluto stupirmi fino alla fine e prima di partire ha voluto lasciarmi i suoi fiori il segno della sua presenza. Fiori bianchi, il particolare che fa di quei fiori un dono speciale.
Grazie Amore, la mia vita è più bella da quando ci sei tu!

E poi…Micaela…accanto ai fiori di Luca c’era un pacchetto. Tutto bianco, ho riconosciuto subito la grafia, nooo! Micaela si è ricordata del mio compleanno! Incredibile! Ho aperto il pacco con le mani tremanti, emozionata, confusa. Il pacchetto ed il suo contenuto sono fantastici. Formine, spezie, un libro, pirottini per muffins, un barattolino di sale aromatizzato fatto da lei. Ho letto il biglietto che accompagnava il tutto. Dolcissimo! Non sono riuscita a trattenermi. Le ho telefonato! Ero emozionatissima. Ho sentito la sua vocina. L’ho travolta! Scusa Micaela. se sono stata invadente ma ero così emozionata che non ho lasciato spazio alla razionalità non ho pensato di poter disturbare. Ma in quel momento avrei tanto voluto abbracciarti forte e ringraziarti, non sai quanto mi hai resa felice!

torta caprese

Mia madre mi ha sempre detto che per lei il 22 febbraio di un anno imprecisato, è stato un giorno speciale, però poi gliel’ho sentito ripetere per il 23 ottobre a mia sorella Palmy e per il 24 giugno a mia sorella Antonella…beh! Concediamoglielo! Palmy e Antonella sono le mie sorelle!
Il 22 febbraio continua ad essere per lei un giorno speciale perché
è il mio compleanno!
E con la dolcezza e la premura che la contraddistinguono, stamattina, di buon ora, ha svegliato il fioraio e me l’ha mandato fino a casa con questi meravigliosi fiori e considerato che lei vive a Firenze ed io a Salerno ditemi se non è un amore di mamma!
Si si va bene, all’invio hanno partecipato anche le mie sorelle Palmy ed Antonella, Luca (il fidanzato di Antonella) e Laura.
Luca (il mio fidanzato, mamma mia quanti Luca in famiglia!) ha percorso 1200 km (600 all’andata e 600 al ritorno) per stare con me appena 24 ore giusto il tempo degli auguri…e non solo!
I suoceri ed i cognati mi organizzeranno il pranzo;
Alice e Martino invece, mi hanno fatto la torta caprese!
Beh! Devo dire che è proprio un bel compleanno!
Grazie a tutti, di cuore!

torta caprese

6 uova
200 g di cioccolato fondente
250 g di zucchero
250 g di burro
300 g di mandorle crude (pelate)
1 cucchiaio di fecola di patate
1 bustina di vanillina
1 pizzico di lievito
1 limone (grattugiare la scorza)
un pizzico di sale

Lavorare bene il burro e lo zucchero fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo usando un cucchiaio di legno.
Aggiungere i tuorli d’uovo separandoli dall’albume che sarà montato a neve (operazione da eseguire con le fruste del battitore pulite).
Dopo aver unito i tuorli all’impasto (si può usare anche il battitore elettrico) aggiungere in sequenza: il cioccolato ammorbidito a bagnomaria, le mandorle tritate molto finemente, la fecola, gli aromi e, infine, gli albumi montati a neve.
Imburrare una tortiera di circa 32 cm.
Cuocere per circa 80 minuti con forno a 180°.

p.s.: ho riportato pari pari la ricetta che si tramanda nella mia famiglia, però devo aggiungere che:
  • per i tempi di cottura a me sono sufficienti circa 45 minuti. La caprese rimane sempre un po' umida all'interno;
  • per quanto riguarda le dimensioni dello stampo io lo cambio di volta in volta a seconda delle esigenze.
  • Non tutti mettono il cucchiaio di fecola ed il pizzico di lievito, anch'io qualche volta li ho omessi ottenendo comunque buoni risultati.

p.s. 2: le foto sono pessime ma proprio non c'è stato tempo di organizzare il set fotografico!

giovedì 18 febbraio 2010

Muffins ai salumi





Mettete una sera che papà è partito dopo un fine settimana di scorribande in moto anche se diluvia, mettete la tristezza di mamma per questa separazione forzata e noi gattini che sconsolati quanto lei ci spostiamo da un divano all’altro. Cosa possiamo fare mentre papà viaggia e mamma attende ansiosa la telefonata di arrivo? Ma sssì dai! distraiamola un po’! mettiamoci in cucina, creiamo! Cosa? Vediamo cosa restituisce il frigo: un po' di latte, un uovo, un residuo di formaggio morbido….. salumi…..

per circa 8 muffins:
125 g di farina
1 cucchiaino di sale
130 g di latte (pesati con la bilancia)
1 uovo
100 g di formaggio morbido
1 cucchiaino di lievito per preparazioni salate
Salumi misti a tocchetti qb

In una ciotola sbattete l’uovo con la farina ed il sale, aggiungete il latte a filo e poi il formaggio. Lavorate bene per un po’ e poi aggiungete il lievito continuando a lavorare. Unite i salumi tagliati a tocchetti, mescolate per distribuirli bene e poi versate a cucchiaiate l’impasto negli stampi da muffins. Cuocere per 25/30 minuti a 180° i muffins dovranno essere gonfi e dorati. Prova stecchino.
A cottura ultimata lasciare a forno spento e sportello aperto per circa 5 minuti.Poi sfornateli lasciateli intiepidire sformateli e pappateveli belli caldi caldi. Una bontà!!!


colgo l'occasione per ringraziare di cuore la cara Manuela (che pensa sempre a me) per questo bellissimo premio



che si intitola:
"Nenhum olhar è mais puro do que una criança"
Per regolamento deve essere passato ad altri 10 amici/amiche:
Per ritirarlo si devono rispettare queste regole:
1. Postare la frase "Nenhum olhar è mais puro do que una criança"
2. Postare il premio
3. Far riferimento al forum "ARTE da Li" http://li-katuki.blogspot.com/
4. Lasciare un commento rivolto a chi ti ha lasciato il premio
5. Passare il premio a 10 amici/amiche ed avvisarle.
passo il premio, con infinito affetto, a:

  1. gluticchia
  2. ombra
  3. valery
  4. renato brinis
  5. i pasticci di roby
  6. fabiana
  7. cuoco personale
  8. luna d'argento
  9. pagnottella
  10. max

mercoledì 10 febbraio 2010

Riso basmati con e salmone pistacchi



Sabato mattina mamma e papà dopo la lauta colazione preparata da Martino hanno inforcato la moto e sono andati in giro per la regione senza freni, poi, improvvisamente nel pomeriggio, mentre me ne stavo a sonnecchiare sul divano sono tornati! Ma non erano soli hanno portato tanta di quella famuccia! E così mentre loro riponevano caschi e giubbotti io subito subito gli ho preparato un riso leggero leggero, infatti, a parte un 25 grammi (scarsi) di burro non c’è nessun’altro condimento, quindi possiamo quasi considerarlo light questo riso. L’avevo visto su un giornale qualche settimana fa e siccome quando mangiano pesce un po’ ne danno anche a me (cotto e rigorosamente privato delle lische) ho unito l’utile al dilettevole sapendo che mi avrebbero premiata!!!

Per due persone
125 g di riso basmati
Una fettina di salmone fresco
20 g di pistacchi
25 g di burro

Cuocere il riso in acqua bollente salata.
Nel frattempo scottate il salmone in una padella antiaderente senza alcun condimento. Togliete la pelle e le lische riducetelo a pezzetti e tenetelo da parte. Tritate grossolanamente i pistacchi.
Quando il riso sarà cotto (al dente) scolatelo, versatelo in una capiente ciotola unite il burro, il salmone ed i pistacchi. Mescolate bene ed impiattate. Fatto!


il pranzo l'ho preparato, ora me ne torno a sonnecchiare!

domenica 7 febbraio 2010

Pancakes al cacao


Tutte le sere quando mamma torna a casa ci saluta sorridendo e dice: “buonaserissima ai miei gattini belli!” ma, ci sono sorrisi e sorrisi e noi che siamo gattini intelligenti sappiamo riconoscere un sorriso da un altro soprattutto poi quando al sorriso segue non la solita frase di rito ma: “Guardate chi c’è!” Noi capiamo subito che c’è papà! Quindi, finalmente possiamo cucinare qualcosa, visto che quando lui non c’è mamma salta la colazione, pranza fuori casa ed a cena mangia soltanto minestrone e panini. Ma queste cose noi ci rifiutiamo categoricamente di prepararle! Così stamattina mentre loro dormivano beati sono andato in cucina e gli ho preparato la colazione! Caffè, latte e tanti morbidi e burrosi pancakes al cacao…..

Per circa 10/12 pancakes
120g farina 00
15 g di cacao zuccherato
1 cucchiaino di lievito per dolci
50 g di zucchero
1 uovo
150 ml di latte
75 ml di panna
45 g burro morbido

Ammorbidire il burro a temperatura ambiente
Mescolare in una ciotola la farina, il cacao, lo zucchero ed il lievito.
In un’altra ciotola mescolare l’uovo, il latte, la panna ed il burro morbido. Unire il composto liquido alle polveri amalgamare molto bene con le fruste sino ad ottenere un composto liscio.In un pentolino antiaderente sciogliere una po’ di burro e versare un mestolino piccolo di composto. Appena si rapprenderà sul fondo e cominceranno ad apparire le bolle sul lato superiore girare il pancake e cuocerlo anche dall’altra parte. Ripetere il procedimento sino ad esaurimento del composto.

p.s.: potete farli anche la sera prima, però mi raccomando la mattina dopo scaldateli un po’, anche nel microonde, saranno come appena fatti.
Parola di Martino!

giovedì 21 gennaio 2010

Pollo al curry


Diario del giorno
Sveglia all’alba ore 6:15. È il terzo mercoledì di un mese freddo ed io devo aprire la porta alle signore delle pulizie, ma a me tocca il secondo mercoledì di tutti mesi! Ah si! L’ho scambiato con un collega, me ne ero dimenticata, tocca a me! Martino mi guarda, leggo il fumetto sulla sua testa “ho fame, sto svenendo dalla fame!” “è dov’è la novità” penso scendo riluttante dal letto, lui mi precede lento, dice di avere fame ma non è convinto che sia ora di mangiare. Lo seguo in cucina e gli servo la colazione, Alice ci guarda da lontano non è convinta neanche lei, il suo orologio biologico le dice che mancano almeno due ore all’ora solita, poi però si convince. Preparo il caffè, faccio mente locale delle cose che mi separano dall’uscire di casa, 1) cambio pannolini ai bambini; 2) il caffè deve salire nella parte superiore della caffettiera; 3) doccia; 4) vestizione; 5) trucco; 6) recupero cellulari; 7) percorrere 16 km. L’orologio è impietoso. Maledetto! Illuminazione! ho un motivo in più per uscire di casa: un pantalone nuovo ed un maglione messo una sola volta, Caffè, doccia di un minuto, mi vesto, mi trucco, raccolgo i vari cellulari sparsi per casa la sera prima. Mentre mi muovo sento uno strano rumore, non ci faccio caso continuo a muovermi, una fitta alla schiena! Un dolore atroce! vedo un cielo stellato penso “è ancora notte?” No! Ho dimenticato di togliere l’etichetta dei pantaloni nuovi fissata con una minispilla da balia, impreco con il poco fiato che ho, tolgo spilla ed etichetta. Benedico la sartoria, tutte le sarte della stessa sartoria, quelle passate e che si sono licenziate, quelle che ci lavorano ancora, le future e quelle che ne faranno parte per un solo giorno! Un paio di punti lenti lenti per fissare l’etichetta nooo? Esco di casa h 7:45 Arrivo allo studio h 8:00 le signore compiono il loro dovere mentre io do un’occhiata al blog. Dopo un’ora se ne vanno con un “aaarrriiiveeedeeerciii signooooorina!” dopo poco l’amato mi telefona “ma lo sai che ora è? È da stamattina che non ci sentiamo!” guardo l’orologio del mio computer ora solare 19:45 noooooooooo! Sono lontana da casa esattamente da 12 ore! Cosa è successo oggi nel mondo mentre io ero qui! Quante ricette sono state pubblicate ed io me le sono perse tutte? Perché? È giusto? I gatti, poveri avranno fame! Mi avvolgo nel piumino e torno verso casa, salgo le scale di corsa, un profumino mi assale, mi ricorda qualcosa, la desidero. Entro in casa, Martino mi vede scende da divano e miagola “ho fame, sto svenendo dalla fame!” “è dov’è la novità” Alice invece è in cucina con il suo grembiulino di pelliccia intenta a prepararmi la cena! Amore! Ed io che ti ho lasciata sola per tutto questo tempo!!!

Grande Alice! Sei la gatta più bella del mondo!

martedì 19 gennaio 2010

muffins al muesli




Eh si! Le feste sono finite, la Befana mi ha portato la piastra per i waffel ma si è presa Luca, se avessi saputo gliel’avrei data in testa la piastra, snif! Tutte le notti se mi addormento mi sveglio più e più volte e tutte le volte e Alice e Martino mi ripetono: “non aver paura ci siamo noi” e quindi, mi riaddormento, però poi mi sveglio di nuovo e andiamo avanti così fino al mattino. Quando poi è mattino e mi sveglio, accanto a me c’è Martino, tutto preoccupato che mi guarda come a dire: “è tardi! Lo so che sei ancora stanca perché non hai dormito ma devi andare al lavoro, altrimenti non puoi comprarci i croccantini.” Allora mi giro dall’altra parte, lui con un balzo viene dall’altra parte, mi guarda, ho ancora gli occhi chiusi, allora allunga una zampa e mi accarezza il viso, io non mi muovo, lui allunga di nuovo la zampa mi accarezza ancora però tira fuori dolcemente un artiglio quanto basta per farmi sentire la sua "carezza" e li mi arrendo e scendo dal letto, ma stamattina era più insistente del solito, sono scesa dal letto imprecando e lui mi guardava e miagolava precedendomi trotterellando, quando sono andata in cucina ho capito perché! Povero cucciolo! Mi aveva preparato la colazione! Che tenero, l’ho preso in braccio e gli ho dato tanti bacetti e poi tanti croccantini.


Ah! La colazione era a base di muffins al muesli, caffè e latte freddo!


Per 16 muffins ha utilizzato:
250 g di farina
100 g di zucchero
Una bustina di lievito per dolci
Un vasetto di yogurt bianco compatto
200 ml di succo di frutta ace
1 uovo
100 g di muesli
Un pizzico di sale

Un una ciotola ha mescolato la farina, lo zucchero, il lievito, il muesli ed il sale.
In un’altra ciotola ha battuto lo yogurt, il succo di frutta e l’uovo.
Ha unito tutto ed ha mescolato, poco, i due composti .
Poi ha versato l’impasto nei pirottini sistemati nelle teglie ed ha infornato a 200° per 20/25 minuti.

poi però "lui" è tornato subito a ninna!


venerdì 15 gennaio 2010

panini di grano saraceno


Una sera io e Luca avevamo degli hamburger ma non avevamo il pane, ma come ormai sapete Alice è una gatta che non si arrende facilmente e per rendere ancora più intrigante la nostra cena ha preparato dei meravigliosi panini di grano saraceno e li ha farciti con hamburger e provola bianca.
Una delizia!


per 4 panini di circa 100 g
200 g di farina 00
200 g di farina di grano saraceno
250/300 ml di acqua tiepida
1 bustina di lievito di birra liofilizzato
Un cucchiaino di zucchero
sale

Mescolare in una capiente ciotola le due farine, il lievito ed un cucchiaino di zucchero. Aggiungere poco alla volta l’acqua fino ad ottenere un impasto sodo anche se un po’ appiccicoso (colpa del grano saraceno ma non lasciatevi intimorire) formare un panetto e lasciar lievitare in luogo tiepido circa 45 minuti. Riprendere l’impasto lavorarlo ancora un po’ e dividerlo in quattro parti, formare delle palline e lasciarle lievitare per altri 15 minuti, dopodiché infornare a 220° per circa 15/20 minuti. Sfornare e riporre in una tovaglia ripiegata più volte. Nel frattempo grigliare gli hamburger, quando saranno pronti tagliare il panino a metà farcirlo con l’hamburger ed adagiarvi sopra una fettina sottile di provola.
Una bontà!