venerdì 16 dicembre 2011

purciddhuzzi


Si narra nella storia della mia vita che una me treenne, molto prossima ai quattro anni, si addormentò a casa di una lontanta parente (tanto lontana da non essere quasi parente) durante la preparazione dei “purciddhuzzi” ancora oggi quando la stessa parente mi incontra chiede a mia madre “è lei quella che si addormentò mentre facevamo i purciddhuzzi?” mia madre annuisce allora la parente mi chiede “ti ricordi?” mi viene da dirle “cara parente, ma ti pare? È passato tanto di quel tempo che non so nemmeno se li ho mai avuti tre anni ed ammesso chi io li abbia avuti anche se abbondanti, dato che era dicembre ed io sono nata a febbraio, visto che dormivo posso mai ricordare??? Mah!!!” che ci facevo dalla parente?  Giusto la domanda nasce spontanea! A Casarano (per chi non lo sapesse ma sono in pochi: in provincia di Lecce) funziona così: nel periodo di Natale come in ogni paese esiste il dolce tipico natalizio ed a Casarano appunto, sono i purciddhuzzi molto simili per foggia agli struffoli napoletani ma totalmente diversi nell’impasto. Orbene! Cosa accade in questo periodo a Casarano? Che tutte le massaie ligie alla tradizione si organizzano per la preparazione che è un vero e proprio rito (bellissimo) facendo ricorso al parentado al vicinato ed anche alle comari che a turno, accompagnate da pargoli di tutte le età, si scambiano il favore di prestare la propria opera nella preparazione dei purciddhuzzi. Questo è quanto accadeva “ai miei tempi” probabilmente oggi l’organizzazione è diversa ma la bontà dei purciddhuzzi resta invariata ed allora divulghiamo la ricetta!!!

Mezzo kg. di farina “00”,
100 gr di olio di oliva di quello buono,
1 uovo,
100 gr di vino bianco,
la buccia grattugiata di 2 arance piccole o di una grande,
100 ml di succo d’arancia
1 bustina di lievito per dolci.
olio di semi di arachide
Per decorare
miele, confettini colorati ed argentati, cannella e pinoli q.b.

anticamente si versava la farina a fontana sulla spianatoia (tavolomadia) gli ingredienti liquidi nel “cratere” della “fontana” e si impastava. Io mi sono adeguata ai tempi ed ho usato la planetaria, non me ne vogliano le mie “ave”
dunque:
ho versato la farina nella ciotola della planetaria ho avviato ed ho unito in sequenza gli ingredienti liquidi. L’uovo, il vino bianco, il succo e la buccia grattugiata dell’arancia ed infine il lievito per dolci. Ho fatto andare la planetaria sino a quando l’impasto non è risultato morbido ma compatto da poterlo lavorare con le mani quindi ho proceduto alla lavorazione vera e propria dei purcidduzzi. Si tagliano dei piccoli pezzi dall’impasto e si formano tanti “serpentelli”  dal diametro di circa un centimetro da cui si staccano dei tocchetti di un centimetro e mezzo al massimo due. Poi questi tocchetti si passano su una superficie ruvida come si fa per gli gnocchi di patate, si può usare la forchetta, l’apposito attrezzino in legno o il retro di una grattugia per il formaggio. Io ho usato appunto il retro di una grattugina media che uso a volte per il formaggio a volte per la noce moscata. Una volta terminata l’operazione di “incavatura” ho fritto i purciddhuzzi in abbondante olio di semi di arachide sino a doratura.
In una pentola media ho sciolto il miele e vi ho calato a manciate i purciddhuzzi fritti sino a completa “glassatura”. Li ho scolati con la schiumarola ho composto i vari piattini; infine li ho cosparsi con confettini colorati ed argentati e spolverati con la cannella sbriciolata direttamente dalla stecca.

mercoledì 23 novembre 2011

Semifreddo di fagioli bianchi di spagna con salsa al cioccolato - Un’impensata delizia!



L’avevo detto! Martino non si smentisce mai! incuriosito da un insolito accostamento l’avevo visto leggere quel ricettario con troppo interesse. Mi sono fidata e come sempre ha avuto ragione lui. Contrariamente a quello che si possa pensare “loro” non s’impongono. Danno soltanto una vellutata consistenza dal morbido sapore di castagne ulteriormente riscaldato dall’abbraccio del cioccolato al rum
 Per il semifreddo
350 g di fagioli bianchi di spagna melandri gaudenzio
200 g di panna montata
120 g di zucchero
1 baccello di vaniglia
Rum
2 albumi

 Per la salsa al cioccolato
Rum
100 g di cioccolato fondente
Un dl di latte o acqua

Per decorare
Cacao in polvere

Lasciate in ammollo i fagioli in acqua con l’aggiunta del baccello di vaniglia per circa 12 ore. Buttate via l’acqua dell’ammollo recuperando il baccello di vaniglia e lessate i fagioli bianchi di spagna con altra acqua fresca ed il baccello di vaniglia per circa 90 minuti dall’ebollizione o 30 minuti dall’inizio del fischio se usate la pentola a pressione, come abbiamo fatto noi. Scolateli e riduceteli in purea, aggiungete la polpa della vaniglia ottenuta aprendo il baccello e raschiando all’interno. Unite lo zucchero e il rum lavorando il tutto con una frusta fino ad ottenere una crema. Montate la panna e gli albumi a neve con un pizzico di sale. Incorporateli lentamente alla crema di fagioli con un movimento dal basso verso l’alto. Distribuite il composto in otto/dieci formine e ponetele in freezer mezza giornata. Prima di servire preparate la salsa al cioccolato facendo sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con un dl di acqua o latte (noi latte) e aggiungendo un cucchiaio di rum. Sformate i semifreddi e guarnite con salsa al cioccolato calda e una spolverata di cacao in polvere.



giovedì 10 novembre 2011

Gaudenzio Melandri



Tutto è cominciato con una ricerca sul web di una ricetta con i legumi; poi c’è stata una mail a cui ne è seguita un’altra e poi un’altra ancora. Poi una mattina mi hanno portato un pacco. L’omino al citofono mi ha detto: “signora Eleonora c’è un pacco per lei”. Sono scesa con Barbara in braccio e con stupore ho letto "Gaudenzio Melandri" ed ho pensato: “di già!” Solo ieri la mail annunciava l’invio di una fornitura. Poi mi sono ricordata della cortesia delle mail, delle belle parole usate e delle risposte puntuali. La Ditta ancora una volta non si è smentita: serietà 10 e lode! Poi sono partita per il week and ed ho dovuto rimandare il post ma ho portato con me il ricettario. Al ritorno la tentazione è stata forte e spesso ho pensato “ora cucino e mangio tutto” ed Alice e Martino mi hanno ricordato del blog poi del post e quindi delle foto. Che non potevo fare causa memoria della macchina fotografica troppo piena e poco tempo per sedermi e sistemare tutto, una figlia è un bell’impegno specie quando le spuntano i primi dentini! Intanto però dalla dispensa, ancora inscatolati, i legumi e le zuppe così invitanti, solo a guardarli facevano venir voglia di metterli in pentola! Con tutte le ricette che ho letto sul ricettario resistere è dura! E contrariamente a quel che si possa pensare, trattandosi di legumi, non tutte le ricette sono per Alice infatti qualcuna coinvolge anche Martino il pasticciere di casa. Magari sarà proprio lui il primo a sperimentare. Vedremo!
Questo è il contenuto del pacco al prossimo post la ricetta, sarà dolce o sarà salata?

mercoledì 19 ottobre 2011

Rotolo gianduia


Su invito speciale di Birba e Marvin a partecipare al blog candy di Laura del blog “zampette in pasta” Martino ha realizzato apposta per i suoi amichetti questo rotolo che nella sua semplicità è di una bontà disarmante. Con la sua farcia dalla consistenza simile ad un fine cioccolatino con quel croccante velo di zucchero che dolcemente lo avvolge noi lo abbiamo trovato spettacolare!
 
















Rotolo gianduia
Per la farcia
100 gi di cioccolato gianduia
50 g di burro
50 g di zucchero a velo
1 o 2 cucchiai di latte
Spezzettate il cioccolato, bagnatelo con uno o due cucchiai di latte e scioglietelo a bagnomaria o nel microonde. Lasciate intiepidire, poi aggiungete il burro ammorbidito a temperatura ambiente e sbattete con la frusta elettrica aggiungendo gradualmente lo zucchero a velo. Mescolate bene e tenete da parte.

Per la pasta
50 g di farina
30 g di fecola
80 g di zucchero + un cucchiaio
2 uova
Rompete le uova in una ciotola e lavoratele con lo zucchero fino ad ottenere un composto giallo e spumoso. Unite la fecola e la farina possibilmente facendole cadere da un setaccio continuando a mescolare. Rivestite di carta forno una teglia rettangolare e spennellatela leggermente di burro; versatevi l’impasto e cuocete per 10 minuti nel forno già caldo a 180°. Trascorsi i 10 minuti sfornate e rovesciate l’impasto cotto su un canovaccio spolverizzato con un cucchiaio di zucchero. Spalmate la farcia al cioccolato lasciando un centimetro lungo i bordi ed arrotolate aiutandovi con il canovaccio, se necessario.

giovedì 13 ottobre 2011

I muffins della Fata Turchina

Lungi da me dall’atteggiarmi a “fata” soprattutto “turchina” anche perché sono ben lontana dalla ben nota eterea figura. Ma quando è il “fato” invece a decidere diamogli pure libero arbitrio tanto si sa che contro di lui si può poco se non nulla. Ma andiamo per ordine. Venerdì u.s. sono andata a Firenze, alle 15:30 circa ricevo un sms dove Simona di “a casa di Simo” mi dice che sabato mattina lei e Malù potrebbero venire a casa mia per il famoso incontro programmato da inizio luglio più o meno. Il fato ha voluto che io leggessi l’sms verso le 18:30 e che fossi senza credito, ma l’incontro io lo volevo a tutti i costi e per comunicarlo sono ricorsa anche ai segnali di fumo, quindi venerdì scorso sulla Toscana non sono passati gli ufo ma ero io che cercavo di parlare con Simona che non rispondeva quando le telefonavo con il telefono di Luca. Alla fine, preziosi gli sms, siamo riuscite a fissare per sabato mattina ore 9:30-9:45. Da Firenze siamo tornati quasi a notte fonda, Barbara durante la notte ha perso circa 40 volte il ciuccio e per tutte e quaranta le volte gliel’ho ritrovato. Alle 8:30 nonostante la notte quasi insonne sono riuscita ad alzarmi. Avevo sognato l’incontro con regalini e pasticcini confezionati con le mie manine ed invece non è avvenuto nulla di ciò. Durante la notte quando il richiamo di Barbara mi svegliava, tornando poi a letto pensavo: torta caprese, no, troppo tempo per pelare le mandorle e troppo rumore per macinarle. Rotolo farcito, no, non ho tempo per la farcitura. Pan di spagna semplice semplice, no, troppo banale e così via. Al risveglio (chiamiamolo così!) illuminazione: muffins!!! Si ma quali? Ricerca veloce, trovo la ricettina, adatto gli ingredienti, mi metto all’opera e mai muffins furono fatti più velocemente e mentre impastavo, bevevo caffè per svegliarmi, intrattenevo Barbara e programmavo mentalmente tutt’altro post che riassumesse incontro e ricettina. Poi Simo ha pubblicato prima di me questo post ed ha dato vita a questo post e nome a questi muffins! È stata lei che mi ha chiamata “Fata Turchina”!
Le mie impressioni sull’incontro? Mi sono chiesta come mai non ho subordinato la scelta della mia “location” a dopo averle incontrate. Avrei sicuramente scelto di andare a vivere vicino a loro magari “cacciando con la forza” una loro vicina dalla sua casa e insediandomici io con la forza.

Malù. Che dolce, di una dolcezza forte dal piglio deciso, un cuore grande. Mi sarei trovata proprio bene accanto a lei. La classica vicina che ti risolve il problema, che ti infonde sicurezza, che ci chiacchieri per ore e ricominceresti daccapo. Meravigliosa! Torna presto Malù anzi, verrò a trovarti, presto!

Simona. È la vita, anima tutto! Tutto è divertente con Simona anche la sua sciatica, povera! Quando si è spalmata sul tappeto Barbara l’ha amata subito, con tutti gli orecchini! Nella foto (appannaggio di pochi!) si può notare il suo sguardo adorante. Simo. La classica vicina che quando entra in casa si spostano i soprammobili perché è entrato un ciclone. Fantastica! Torna pure quando vuoi tanto non ho molti soprammobili. E se non vieni presto verrò a trovarti io!

I muffins
225 g di farina bianca
50 g di zucchero di canna
½ bustina di lievito per dolci
225 ml di latte
50 ml di olio d’oliva
Un uovo
Una manciata di gocce di cioccolata
Un pizzico di sale
Data la fretta non ho seguito la ricetta alla lettera ma ho messo insieme tutti gli ingredienti li ho amalgamati velocemente e distribuito a cucchiaiate metà composto in una teglia da muffins. Ho unito le gocce di cioccolata al restante impasto, ho distribuito anche questo in un’altra teglia da muffins ed ho infornato tutto in forno caldo 180° per 25/30 minuti. Fatta la prova stecchino ho lasciato per 5 minuti i muffins nel forno spento, li ho sfornati messi nei pirottini poi sulla gratella a raffreddare ed ho atteso l’arrivo delle donzelle!

martedì 20 settembre 2011

Pasta tonno fagioli e semi di papavero


Questo piatto mi ricorda la mia prima romantica vacanza con Luca in Croazia, prendemmo un appartamento minuscolo ma graziosissimo e per i pasti ovviamente generosamente offrì la mia disponibilità ma dopo la preparazione di questo piatto e di un pollo allo spiedo preso al super del posto per i giorni successivi optammo per un vacanziero gelato in spiaggia ad ora di pranzo e per la sera ci concedemmo delle romanticissime cene “fuori” era la “nostra” prima vacanza d’altronde, mica potevo passare il tempo a cucinare?! ad ogni questa preparazione è d’effetto per la presenza dei semi di papavero ed è velocissimo da preparare, ci vuole di più per far bollire l’acqua della pasta.


Per due persone
• 180/200 gr di pasta è consigliata pasta rigata e “contorta” (la quantità varia a seconda della fame che avete e se rimane piatto unico)
• 2 scatolette di tonno al naturale
• 1 scatola di fagioli cannellini
• Olio d’oliva
• ¼ di cipolla preferibilmente bianca
• Un cucchiaio raso di semi di papavero
Portare ad ebollizione abbondante acqua per la pasta. Nel frattempo affettare sottilmente la cipolla e metterla a rosolare a fiamma moderata con un po' di olio in una larga padella, quando sarà diventata trasparente versare i fagioli con il loro liquido di conservazione, mescolare con un cucchiaio di legno e lasciar insaporire un po’ facendo cuocere per pochi minuti giusto il tempo che si scaldino i fagioli quindi, schiacciarli tutti con una forchetta riducendoli in purea. Scolare l’acqua del tonno ed aggiungere quest’ultimo ai fagioli e mescolare per amalgamare gli ingredienti. Non lasciar asciugare troppo. Quando la pasta sarà pronta versarla direttamente nella padella del condimento mescolando bene in modo che la pasta si condisca bene. Aggiungere gradualmente sempre mescolando i semi di papavero. Dare un’ultima mescolata impiattare e servire.

martedì 6 settembre 2011

rotolo con le melanzane


Non sono scomparsa di nuovo, non mi sono trasferita di nuovo, e soprattutto non sono andata in vacanza tranne una toccata e fuga (ma proprio fuga!) a Salerno e non è nuova nemmeno la ricetta che vi propongo, considerate anche le numerose versioni presenti nel web; diciamo piuttosto che è la seconda puntata del post precedente o meglio ancora, la variante ad una ricetta messa in atto al solo scopo di “salvare il matrimonio”! Dopo una grande padellata di melanzane a funghetto propinate a pranzo e ancora a cena; lasciate poi sul mobile come a dire “strano ne sono avanzate un po’” ed allo sguardo bieco della mia dolce metà che invece lasciava intendere “se me ne dai ancora faccio la valigia” ho minacciato il mio frigo e mi sono fatta restituire il rotolo di pasta sfoglia che mi aveva nascosto tempo fa. Alice invece, che vuole mettere sempre la sua zampa (amore cosa farei senza di te!) dalla sua dispensa personale mi ha fatto omaggio di mezza provoletta affumicata ed insieme abbiamo trasformato un possibile motivo di “divorzio” in un simpatico finger food proposto con nonchalance ante cenam!!!

Melanzane a funghetto
1 rotolo di pasta sfoglia
Mezza provoletta affumicata

Srotolate la pasta sfoglia e lasciatela sul foglio di carta forno. Tagliate la provoletta a cubetti più o meno delle stesse dimensioni dei cubetti di melanzane. Cospargete la pasta sfoglia prima con le melanzane e poi con i cubetti di provola. Arrotolate su se stessa la sfoglia con il ripieno facendo in modo che la chiusura vada sotto. Tagliate tante “rotelle” di circa 2 cm di spessore e sistematele in orizzontale sempre sul foglio di carta forno. Infornate a 220° per circa 15/20 minuti o fino a doratura. Lasciate intiepidire appena appena e servite.

sabato 20 agosto 2011

melanzane a funghetto

Siamo in estate, fortunatamente, questa è la stagione della frutta e delle verdure, quelle colorate che fanno estate, allegria, leggerezza. Tra queste una delle mie preferite è la melanzana. Mia adorata! Dopo i fiori di zucca d’estate è il cibo che preferisco per eccellenza, non mi delude mai. Nasce grigliata? diventa parmigiana light; melanzana a funghetto? diventa condimento per la pasta, e tutto ciò che la fantasia riesce a fare all’ultimo minuto. Già melanzane a funghetto. Fino a quando ero una mera consumatrice di melanzane a funghetto non sapevo quanto invece fosse “arte” preparale. Spesso ho mangiato poltiglie spacciate per melanzane a funghetto ed io stessa prima di capire quale fosse l’alchimia, ho cucinato melanzane, ma certamente non a funghetto! Dopo vari tentativi e documentazioni in web e non, per avere tocchetti di melanzana croccanti fuori e morbidi dentro (meravigliosi!), sono giunta alla conclusione che il passaggio fondamentale per non nuocere alla bontà delle melanzane è non mescolarle, il cucchiaio di legno, acciaio o di qualsiasi altro materiale le “appoltiglia” e ne fa di loro tutto ma non melanzane a funghetto! Vanno solo ed esclusivamente: spadellate! Poi c'è un altro passaggio e questo l’ho ereditato dalla mia mamma. Lei ad un certo punto della cottura delle sole melazane fa un “buco” nel mezzo e ci mette i pomodori a tocchetto ed alla mia domanda: “mamma ma perché fai così?” candida mi ha risposto: “come perché? “Si fa così”” (??? E più non dimandare! Mistero della fede). Infine l'olio deve essere bello caldo. Allora, ricapitoliamo. Le “dosi” ed i “pesi” in questa ricetta non esistono ma si possono dare delle indicazioni.

  • Melanzane
  • Pomodori
  • Aglio
  • Basilico
  • Olio evo
  • Sale q.b.

Tagliate le melanzane a tocchetti possibilmente uguali e man mano metteteli in uno scolapasta e cospargete di sale (non molto, q.b.) lasciatele li per un bel po’ anche un paio d’ore. Poi scaldate a fiamma bassa abbondante olio d’oliva di quello buono con uno spicchio d’aglio, quando tutt’intorno allo spicchio d’aglio ci saranno tante bollicine piccole piccole è ora di aggiungere le melanzane sciacquate ed asciugate. Alzate leggermente la fiamma per non abbassare la temperatura dell’olio e lasciate andare. Di tanto in tanto quando sentite sfrigolare afferrate la padella per il manico ed agitatela accertandovi che le melanzane cambino posizione. Quando si saranno rosolate ma non cotte aprite un varco nel mezzo ed aggiungetevi i pomodori spezzettati. Quando i pomodori raggiungono la cottura delle melanzane allora si possono mescolare tra loro. Prima: NO! Aggiustare di sale, portate a cottura e spegnete. A questo punto cospargere tanto basilico fresco! Altra cosa da non fare assolutamente: coprire la padella!

sabato 6 agosto 2011

torta ricotta e pere

Oggi 6 agosto 2011 il mio blog compie due anni! Si si due anni fa in un pomeriggio caldo quasi quanto quello di oggi pubblicai il mio primo post di saluto. Poi dopo qualche giorno la mia prima ricetta: cheese cake anice e cannella. In due anni ne ho fatta di strada, almeno io, il blog un po’ meno ma sono “giustificata” ero impegnata nel “dolce” più importante della mia vita. Allora dopo traslochi, viaggi e quant’altro ci stiamo avviando sempre più verso l’assestamento e cerchiamo di avere una vita regolare. Quindi ripartiamo alla grande con una meravigliosa “Ricotta e pere”!

Ci sono infinite versioni, oltre ovviamente all’originale tratta dal libro del grande maestro Salvatore De Riso “Dolci del sole”, ma ho preferito questa versione “alleggerita” sia nei passaggi che negli ingredienti per motivi di tempo. I passaggi si somigliano, ma nella versione originale ci vuole molta più attenzione ed io invece dovevo essere più veloce di Barbara che dorme 20/30 minuti al massimo. Ma il motivo fondamentale è che non ho ancora imparato dove reperire un certo tipo di ingredienti qui a Pisa. Sulla confezione delle nocciole c’era scritto di Giffoni e forse ci possiamo fidare, le pere non erano proprio le pere pennate di Agerola ma comunissime williams, il distillato di pere proprio non l’avevo tuttavia devo dire che tutto sommato ho fatto un bel dolce. Ma siccome quando vivevo a Salerno spesso andavo apposta a Minori ad assaggiare l’originale. Beh! Devo riconoscere che questa versione è deliziosa ma l’originale.....è poesia…..

Biscotto
200 gr di nocciole tostate
60 gr di farina
150 gr di zucchero a velo
150 gr di burro
2 uova intere
1 pizzico di sale1 cucchiaino raso di lievito vanigliato


Montare le uova con lo zucchero sino a che diventano chiare e spumose, aggiungere poi in sequenza il burro, le nocciole tritate finemente, la farina il pizzico di sale e il cucchiaino di lievito, continuare a mescolare sino ad ottenere un composto morbido.
Formare 2 dischi e infornarli a 150° per 15/20 minuti al massimo. Sfornare e lasciar raffreddare.
Io ho usato uno stampo a cerniera di 26 cm ed ho infornato un disco per volta non disponendo di due stampi uguali.


Farcia
½ kg di ricotta di mucca
200 gr di panna
100 gr di zucchero a velo
2 pere williams (circa 200 g al netto degli scarti)
150 g di zucchero semolato
un goccio di olio extravergine di oliva
mezzo limone

Tagliare 2 pere a tocchetti piccoli e cuocerli in una casseruola con un bicchiere scarso di acqua, il succo di limone, 150 gr di zucchero ed un goccio di olio extravergine di oliva fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Lasciar raffreddare. (qualcuno utilizza direttamente le pere sciroppate).
Montare la panna e tenerla da parte. Amalgamare la ricotta con lo zucchero a velo aggiungere la panna montata amalgamare bene unire quindi, poche alla volta, le pere mescolando molto delicatamente con una paletta.

Assemblaggio
Su un piatto da portata sistemare l’anello dello stampo a cerniera ed adagiarvi all’interno uno dei dischi di biscotto, versatevi la farcia e livellate. Ricoprite con il secondo disco di biscotto.
Trasferite il tutto in freezer per un paio d’ore. Trascorso questo tempo estraetela dal freezer sfilate l’anello e trasferite il dolce in frigo sino al momento di servirlo abbondantemente cosparso di zucchero a velo.

giovedì 28 luglio 2011

Cioccomarquise - Buon mezzo compleanno “amorosa”

Il 22 luglio la mia “amorosa” ha compiuto sei mesi e per l’occasione girovagando per il web cercavo qualcosa che in qualche modo le somigliasse. Volevo qualcosa di “dolce/forte” e quando qui ho visto questa cioccomarquise il cioccolato fondente mi ha fatto venire in mente la “decisione” del suo caratterino e la profondità dei suoi occhi scuri; il cioccolato bianco invece, il suo candore e la sua infinita dolcezza. Allora ho pensato che poteva andare bene……
Ingredienti

Per la mousse al cioccolato fondente:
cucchiai di mandorle tritate
300 g di cioccolato fondente 70%
200 g di zucchero
130 g di burro
5 uova

Per la mousse al cioccolato bianco:
200 g di cioccolato bianco
12-15 g di gelatina in fogli
250 ml di panna fresca
3 tuorli
80 g di zucchero a velo

Per la guarnizione:
scaglie di cioccolato bianco e fondente

Per la mousse di fondente fate fondere a bagnomaria il cioccolato spezzattato con 120 g di burro e lo zucchero e amalgamate con una spatola. Su un altro bagnomaria montate le uova con le fruste finché diventano spumose e unite un cucchiaio di mandorle tritate. Fuori dal fuoco incorporate la crema di cioccolato. Imburrate un cerchio di metallo di 22 cm con il burro rimasto, cospargetelo con le mandorle rimaste e posatelo su una placca coperta con la carta da forno.
Riempite con la mousse scura e cuocete in forno a 180° per 30 minuti. Fate raffreddare, sfilate il cerchio e posate la torta rovesciata su un tagliere protetto con la carta da forno. Adattate un anello di acciaio alto a dimensione variabile al dolce e trasferite in frigorifero.

Per la mousse bianca fondete a bagnomaria il cioccolato spezzettato. Intanto ammorbidite la gelatina in acqua, strizzatela, scioglietela con 2 cucchiai di panna e lasciatela intiepidire. Montate i tuorli con lo zucchero a velo, incorporate la gelatina e il cioccolato fuso. Unite la panna rimasta montata e versate nell'anello sulla mousse cotta.
Tenete la marquise in frigo per almeno 6 ore. Aprite l'anello, fatela scivolare sul piatto di portata e cospargetela con le scaglie di cioccolato bianco e fondente. Servite!

p.s.: come spesso accade nel mio blog, la decorazione del dolce lascia un po’ a desiderare, ma quando si tratta di “eventi importanti” tra le mille cose da gestire puntualmente a 5 minuti dall’arrivo degli ospiti mi accorgo che non ho decorato la torta.
Però posso assicurarvi che se l’occhio non ha avuto la sua parte beh!.......la gola……..sssi!!!

p.p.s.: non riesco a commentare su molti blog come se google non risconoscesse il mio account addirittura non mi fa rispondere ai vostri commenti nel mio stesso blog! È successo anche a qualcun'altra/o? Si accettanto consigli e suggerimenti!!!

giovedì 14 luglio 2011

tanti confetti decorati............


Fa quasi freddo, ma è perché mi sono svegliata presto, il profumo del caffè ed uno sguardo ai tetti di Firenze, Firenze! Tra qualche giorno sarà soltanto un ricordo, poi ci sarà un’altra casa. In provincia di Pisa stavolta. Sembra ieri ed invece è trascorso già un anno. Sono arrivata qui con il pancione per rifugiarmi tra le braccia della mia mamma, ne avevo bisogno, troppa la paura durante le corse al pronto soccorso e grande il terrore di non veder mai fiorire il fiore che era sbocciato in me…..ed invece Barbara oggi ha 5 mesi, li ha compiuti qualche giorno fa. Ha i miei occhi, ma solo quelli fortunatamente per il resto come mi sento ripetere continuamente: "è tutta il su’ babbo!" E nel giorno del compleanno del suo papà è stata battezzata anche se era di lunedì, una cerimonia semplice madrina zia Palmira, una merenda-cena sul Monte Morello, la torta in comune con il papà e tanti confetti decorati…..

Per l’occasione ho chiesto aiuto alla
migliore purtroppo l’ho fatto in ritardo (causa computer fuori uso da prima di natale) e quindi mucchina non ha potuto aiutarmi. Quindi se vi servono confetti decorati rivolgetevi a lei con largo anticipo e se proprio non può seguite almeno la sua ricetta di Pasta di zucchero. La mia (dalle origini sconosciute) tendeva a seccarsi troppo ed ogni tanto dovevo aggiungere un pezzetto di burro. La sua, invece, già lo prevede quindi se non volete sbagliare affidatevi a lei. Per il resto, ricetta della pdz a parte, i miei confetti non sono neanche lontani parenti dei suoi visti qui, ma ho fatto quel che ho potuto!!! ; ) ma conto di specializzarmi ad uno dei suoi corsi. Perciò aiutatemi a fargliene organizzare uno a Pisa ;-)