mercoledì 16 dicembre 2009

Patate sabbiose


Come ho già spiegato in qualche altro post sono una single part time e come tale le mie cene (ed anche i miei pranzi) sono piuttosto veloci ma soprattutto non curati dal punto di vista nutrizionale e di questo purtroppo, chi se ne accorge per prima è la mia bilancia, (ahimè!) Avendo in casa uno chef ed un pasticciere d’eccezione mi piacerebbe qualche volta tornare a casa e trovare la cena pronta, ma invece, niente! Così qualche sera fa ci ho pensato da sola e girovagando tra i vari blog su quello della mia amica Micaela ho trovato questa ricettina proprio niente male. Veloce e sfiziosa al punto giusto. Detto fatto, in mezz’ora la mia cenetta era pronta! Prendete appunti è semplicissima!

per 1 persona
due patate piccole
un cucchiaio di formaggio grattugiato
un cucchiaio di pangrattato
una manciatina di rosmarino
olio
sale q.b.

accendete il forno a 200°
Sbucciate le patate e tagliatele a tocchetti, immergetele in acqua fredda e lasciatecele per una decina di minuti. Nel frattempo in una ciotola mescolate il formaggio, il pangrattato, il sale ed il rosmarino sminuzzato. Scolate le patate e se necessario tamponatele con carta da cucina. Versatele nella ciotola con gli altri ingredienti e mescolate con un cucchiaio facendo aderire bene il composto. Poi prendete una pirofila metteteci un paio di cucchiai di olio ed aggiungete le patate. Infornate e lasciate cuocere per una ventina di minuti. I tempi di cottura dipendono dalla grandezza dei tocchetti.
Sempre su suggerimento di Micaela e se le patate vi piacciono belle croccanti e dorate, come al mio amato, abbondate pure con l’olio oppure aggiungete qualche fiocchetto di burro.

lunedì 7 dicembre 2009

Danubio


Sono in trasferta a Firenze senza Alice e Martino purtroppo, quindi per me cucinare senza i loro preziosi consigli diventa più difficile ed inevitabilmente qualcosa non viene proprio come dovrebbe. Infatti questo danubio se l’avesse fatto Alice con le sue zampette avrebbe avuto delle dimensioni adeguate, siccome l’ho fatto con le mie mani, è diventato il danubio dei Titani, fortuna che mentre lo preparavo qualche telefonatina ad Alice giù a casa l’ho fatta e quindi nella sua enormità è venuto molto sofficioso e ben farcito, d’altronde la ricetta è quella che usa sempre Alice…..

Per l’impasto:
500 g di farina manitoba
250 ml di acqua tiepida
1 presa di sale
40 ml di olio d’oliva
1 cucchiaino di zucchero
1 bustina di lievito di birra liofilizzato

Per il ripieno
Prosciutto cotto a cubetti
Provola affumicata a cubetti

Un tuorlo e un po’ di latte per lucidarlo

In una ciotola mescolate la farina ed il lievito, fate un buco nel centro e versatevi l’olio, lo zucchero ed il sale, cominciate a mescolare con una forchetta aggiungendo poco alla volta l’acqua. Poi cominciate a lavorare con le mani fino ad ottenere un panetto. Lavorate quindi il panetto energicamente sul piano di lavoro per almeno 10 minuti. Poi formate una palla e rimettetela nella ciotola leggermente infarinata e lasciatela lievitare per circa 45 minuti.
Nel frattempo cubettate il prosciutto e la provola.
Trascorso il tempo della lievitazione riprendete l’impasto sgonfiatelo un po’ lavorandolo con le mani e suddividetelo in tanti panetti di circa 50 g (io li ho fatti di 70 g e sono venuti un po’ troppo panosi) schiacciateli leggermente e farciteli con il prosciutto e la provola, richiudeteli sigillandoli bene e disponendoli direttamente sulla lastra del forno foderata di carta forno leggermente distanti tra loro e con il punto di saldatura verso il basso. Spennellate la superficie dei panetti con un tuorlo leggermente sbattuto con un po’ di latte.
Accendete il forno a 200° ed attendete che raggiunga la temperatura, nel frattempo lasciate lievitare ancora il Danubio, poi infornatelo e lasciatelo cuocere per circa 20 minuti.
Per renderlo ancora più soffice una volta sfornato Alice lo avvolge in una tovaglia piegata per una quindicina di minuti.

domenica 29 novembre 2009

biscotti meringati alle mandorle e mandarini


con questi biscotti partecipiamo alla raccolta di Micaela biscottiamo???


Qualche giorno fa Perla ha telefonato a Martino rimproverandolo per non aver fatto ancora niente per la raccolta di mammina, lui si è giustificato dicendo che nonostante l’assiduo studio niente lo aveva ispirato ma le ha promesso che si sarebbe impegnato ulteriormente. Questo però è servito solo a far aumentare il numero dei giornaletti e libricini sparsi per casa. Fino a quando esausto non si è addormentato sul divano. Alice, invece che non dorme mai e ogni oggetto sferico è un ottimo attrezzo ginnico ha cominciato a giocare con un mandarino caduto dalla fruttiera, ma zampettata dopo zampettata si è sparso per casa un gradevole aroma di mandarino, Martino a quel profumo si è svegliato di colpo esclamando: “sssiii! Mandarini! come ho fatto a non pensarci prima!” è corso in cucina e facendo delle aggiunte personali alla solita pasta frolla ha inventato i biscotti meringati alle mandorle e mandarini!

per i biscotti
200 g di farina
130 g di burro
70 g di zucchero
1 uovo
50 g di mandorle
50 g di scorza di mandarino
Una bustina di vanillina

Per la meringa
1 albume
125 g di zucchero a velo vanigliato
Un cucchiaino di succo di limone

Tritare finemente le mandorle e le bucce di mandarino e metterle da parte.
In una ciotola o sulla spianatoia versare a fontana la farina fare un buco al centro e mettervi il burro ammorbidito a temperatura ambiente, l’uovo, le mandorle, le bucce di mandarino e la bustina di vanillina. Impastare velocemente amalgamando bene gli ingredienti. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare almeno un’ora. Trascorso il tempo di riposo riprendere l’impasto e stenderlo in una sfoglia dello spessore di circa 7-8 millimetri. Ritagliare la sfoglia con una formina da biscotti disponendoli man mano sulla teglia rivestita di carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180° per 10 minuti.
sfornarli e lasciarli raffreddare.
Nel frattempo montare a neve l’albume con il succo di limone aggiungendo poco alla volta lo zucchero.
Quando i biscotti saranno completamente raffreddati con l’aiuto di un conetto di carta forno decorate con la meringa i biscotti e passateli nuovamente in forno a 50°/60° (dipende dal forno) per circa un’ora o fino a quando le meringhette non si sono asciugate.

Consiglio: per evitare di cuocere due volte i biscotti rischiando di farli seccare troppo, fate disegni molto sottili.


Martino prima dell'illuminazione

mercoledì 25 novembre 2009

Bauletto di grano saraceno


L’ultima volta che siamo andati a fare la spesa Alice e Martino hanno riempito il carrello delle cose più strane, spezie, semini, aromi e farine tra cui la farina di grano saraceno, come al solito li ho lasciati fare, considerando i loro risultati come avrei potuto impedirglielo? Tornati a casa Martino ha indossato il grembiule ed ha trasformato la farina di grano saraceno in questo meraviglioso “bauletto”. Leggendo la ricetta ero un po’ perplessa per l’assenza di lievito, infatti pensavo ad un errore di stampa ed invece mi sono dovuta ricredere, è di una morbidezza incredibile! Quasi impalpabile e la presenza degli amaretti poi, gli dona un aroma molto particolare. beh! Che dire? Se vi avanzano poco più di un etto di farina di grano saraceno correte ad impastare!

200 g di burro morbido a temperatura ambiente
200 g di zucchero
125 g di farina di grano saraceno
100 g di amaretti sbriciolati
4 uova
Zucchero a velo vanigliato

Lavorate a crema il burro e lo zucchero, aggiungete uno alla volta le uova e continuate a lavorare fino ad ottenere un composto bianco e spumoso, aggiungete la farina e gli amaretti sbriciolati, lavorate bene per amalgamare gli ingredienti. Versare il composto in uno stampo imburrato e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa un’ora. Quando è cotta (vale sempre la prova stecchino) sfornate e lasciate intiepidire per circa 10-15 minuti sformate e spolverizzate di zucchero al velo vanigliato.

lunedì 23 novembre 2009

Preghiera dell’Aviatore

Stasera ero pronta per postare una mia solita storiella che vedeva come sempre i miei gatti protagonisti, ma non avevo voglia di giocare, lo spirito non era quello delle altre volte. Non mi è sembrato giusto. Ho bisogno di riprendermi. Sono troppo coinvolta. Oggi le emozioni sono state tante, troppe. Ho temuto, sperato, soffocato il pianto. Domani per tanti ci sarà solo il ricordo di una tragedia, ma chi non li chiamerà più dovrà imparare a convivere con il dolore per sempre. Rivolgo a loro il mio pensiero.
Non riesco ad aggiungere altro

Preghiera dell’Aviatore
Dio di potenza e di gloria
che doni l’arcobaleno ai nostri cieli
noi saliamo nella Tua luce per cantare,
con il rombo dei nostri motori
la Tua gloria e la nostra passione.
Noi siamo uomini ma saliamo verso di Te
dimentichi del peso della nostra carne
purificati dei nostri peccati.
Tu, Dio, dacci le ali delle aquile,
lo sguardo delle aquile, l’artiglio delle aquile,
per portare, ovunque Tu doni la luce,
l'amore, la bandiera, la gloria d’Italia e di Roma .
Fa, nella pace, dei nostri voli il volo più ardito:
fa, nella guerra, della nostra forza
la Tua forza, o Signore,
perché nessuna ombra sfiori la nostra terra.
E sii con noi, come noi siamo con Te,
per sempre.

domenica 22 novembre 2009

Nuvolette di cotto e rosmarino


Alice sabato sera aveva voglia di panificare e del prosciutto cotto in frigo, ha sfogliato giornaletti, visitato blog ma non riusciva a decidersi, poi ad un certo punto l’ho vista organizzarsi, farina, uova ecc. ecc. e dopo appena 15 minuti scarsi, ha infornato delle nuvolette un po’ informi, personalmente ero un po’ perplessa la cucchiaiata d’impasto versata nella teglia per muffin rimaneva, diciamo … “in piedi” così come l’aveva messa, ma una volta cominciato il processo di cottura ho cominciato a ricredermi e l’odorino che si era sparso per casa era proprio invitante. A cottura ultimata ho atteso giusto il tempo di lasciarli intiepidire un po’ e ne ho assaggiato uno. Buonissimo! L’associazione prosciutto cotto e rosmarino era straordinaria, poi Alice mi ha consigliato: assaggiane uno farcito con il Philadelphia rimasto ……… come aveva ragiooone!


per 15/16 nuvolette:
250 g di farina
100 ml di olio d’oliva (di quello buono)
2 uova
100 g di formaggio morbido (philadelphia)
150 g di prosciutto cotto a tocchetti piccoli
Una manciatina di aghi di rosmarino
Sale
Pepe
Mezza bustina di lievito istantaneo

In una ciotola mescolate la farina, il lievito ed un cucchiaino di sale, versate l’olio e cominciate a sbattere, si formerà un composto granuloso. Unite il primo uovo e quando si è ben incorporato aggiungete l’altro e continuando a lavorare, aggiungete il formaggio. Lavorate ancora un po’ poi distribuite il composto in una o due teglie per muffins. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 25/30 minuti. Fate la prova stecchino. Sfornate, lasciateli raffreddare appena un po’ e serviteli.

giovedì 19 novembre 2009

Liquore al caffè



Questo liquore al caffè è un ottimo digestivo e la preparazione è davvero semplice e veloce, ho provato a farlo qualche tempo fa seguendo una ricetta trovata sul web ma non ricordo precisamente dove tanto che non trovo più neanche il foglietto dove l’avevo annotata, in realtà la ricetta originale prevedeva qualche passaggio in più e purtroppo non ricordo neanche quello. Ultimamente l’ho rifatto andando un po’ a memoria ed il risultato è stato eccellente.

Liquore al caffè

200 grammi di zucchero
300 ml d'acqua tiepida
Una moka da tre tazze di caffè ristretto
300 ml di alcool
Una bustina di vanillina

Versare in una pentola 300 ml di acqua ed accendere il fornello, quando l’acqua comincia ad intiepidire versare i 200 g di zucchero e far sciogliere bene, spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. Nel frattempo preparare il caffè, appena pronto versarlo nella pentola con l’acqua e zucchero, aggiungere l’alcool e mescolare. Lasciar riposare tutta notte.
La mattina dopo aggiungere la vanillina mescolare per farla sciogliere ed imbottigliare.
Far riposare 24 ore prima di consumarlo.

Con "liquore al caffè" partecipo alla raccolta "LiCuori" di Angie

lunedì 16 novembre 2009

premi e meme

Avrei voluto postare un paio di cose carine fatte in questo fine settimana di intense emozioni, però la macchina fotografica si è scaricata proprio mentre cercavo di salvare le foto e così ho dovuto rinunciare. Quindi ne approfitto per dare maggiore lustro ai premi ed al meme che mi sono stati donati ultimamente e per ringraziare a dovere le persone che me ne hanno fatto dono. Comincio (in ordine cronologico di arrivo) con il meme donatomi da fantasie da Sara e da Stefi

1) In quale animale ti reincarneresti?
Boh! Non ci ho mai pensato! Forse in un gatto o in cane ma solo per sapere se e cosa pensano di noi!

2) Di chi o che cosa non potresti fare a meno?
di chi: - a pari merito - Luca, la mia famiglia ed i miei gatti.
di che cosa: della mia libertà e della mia indipendenza.

3) Cosa apprezzo di più di una persona?
il disinteresse.

4) Di che colore preferisco vestirmi?
bianco panna e nero.

5) Definisciti con tre parole:
solo tre? Vediamo un po’… ribelle, anticonformista e testarda!

6) Un viaggio che vorrei fare o un paese che vorrei visitare:
in questo momento Praga, tra un minuto l’Austria, tra due l’Africa ecc. ecc.

7) Citazione preferita:
a seconda del momento e della circostanza ne azzecco una, quindi una famosa non ce l’ho, però spesso dico: metti il sole dentro di te e sarà sempre una splendida giornata. Questa è mia però! Oppure: non piangere perché è finito sorridi perché c’è stato!

8) Cosa ti piacerebbe fare:
non posso dirlo…..per scaramanzia.

9)Se non ti dedicassi a quello che fai cos'altro ti piacerebbe fare:
l’attrice di teatro.

10) Qual è la tua maggior stravaganza?
tutto ciò che faccio non rientra mai nei canoni della normalità!

Ringrazio infinitamente Manuela per il premio assegnatomi e colgo l’occasione per farle sapere che mi fa immensamente piacere leggere i suoi post sul “nostro” meraviglioso Salento di cui ho sempre tanta nostalgia…..

E infine (sempre cronologicamente parlando) Sara
per questo azzeccatissimo premio…



Beh! Poteva essere diversamente…..in casa mia cucinano due gatti!

Passo il premio ed il gioco a:
5 food blogger che hanno aperto il loro blog da meno di un mese e che hanno meno di 10 sostenitori

lunedì 9 novembre 2009

Plum cake agli albumi


Qualche giorno fa, a gentile richiesta, Martino ha dovuto rifare la Granité au chocolat. Purtroppo da questo cheese cake avanzano 6 albumi. E dopo diversi giorni che questi albumi vagavano da un ripiano all’altro del frigorifero ho pregato Martino di impiegarli in qualche modo, ma da quell’orecchio sembrava non sentirci! Vuoi perché impegnato in altre preparazioni vuoi per pigrizia, il rinomato pasticciere di casa non si decideva. Allora ho pensato: “vuoi la guerra? E guerra sia!” prima di uscire stamattina l’ho minacciato:” se entro oggi non trovi una soluzione per quegli albumi stasera ti dimezzo la razione di croccantini!” credetemi: ha funzionato! Se c’è una cosa su cui Martino non transige è la sua razione quotidiana di croccantini, di quelli buoni! Un misurino (in due spuntini) la mattina a colazione e mezzo la sera a cena. Ed ecco cosa sono diventati gli albumi:

plum cake
- 6 albumi
- 60 g di farina
- 40 di cacao amaro
- 200 di zucchero
- 10 g di zucchero vanigliato
- 1 cucchiaino raso di lievito per dolci


Montare a neve ferma gli albumi e tenerli da parte.
Mescolare in una ciotola la farina, il cacao, lo zucchero, lo zucchero vanigliato ed il lievito. Unire delicatamente gli albumi alle polveri, versare in uno stampo da plum cake e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 45 minuti.
Prova stecchino.
Sfornare, lasciare intiepidire e sformare.
Volendo si può spolverizzare di zucchero a velo e/o cacao.
Martino non ci ha messo niente.


mi sono stancato!

domenica 8 novembre 2009

"La crostata di mele e mandorle è di Adriano Continisio"



Perchè oggi 8 novembre 2009 molti food bloggers e forumisti pubblicano in contemporanea questa ricetta?

Per solidarietà con Adriano Continisio che l'ha inventata e pubblicata sul suo blog già nel 2007.

Riassumendolo in pochissime parole, questa manifestazione vuole porre l'attenzione prima di tutto sulla necessità di un comportamento corretto per chi usa la rete nei confronti di chi pubblica materiale. Spesso si sceglie di mettere a disposizione il proprio materiale o lavoro con una licenza che permette di usarlo a condizione che se ne citi la fonte e questo è già un dono, a nostro avviso. Si dice a chi legge: puoi gratuitamente utilizzare il materiale, puoi prenderlo, ma devi specificare che è mio e dire dove l'hai preso. Non è chiedere molto!

Altra importante condizione è che il materiale non venga usato a scopo di lucro.

Quando tutte e due le condizioni non vengono rispettate è evidente che la cosa è ancor più grave.

Questa volta è capitato ad Adriano, ma nel tempo è già capitato ad altri. Creare un tam tam è forse il primo di tanti passi per avversare il fenomeno, perciò ci siamo uniti e oggi pubblichiamo con il nome del suo autore la ricetta e la foto della crostata che ognuno di noi ha preparato.

E' ora che tutti sappiano di chi è la farina e pure il sacco!!!!!


Ingredienti:

400 gr pasta frolla*,
4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti),
80 gr di zucchero,
4 cucchiai di amaretto di saronno,
succo di mezzo limone,
poca cannella in polvere.

massa di mandorle:
120 gr uova intere,
60 gr zucchero,
50 gr farina di mandorle,
15 gr farina di mais fioretto,
15gr di fecola,
un pizzico di sale,
estratto di mandorle.

una manciata di mandorle a lamelle,
sciroppo di zucchero,
marmellata di albicocche.

Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.
Foderare uno stampo da 26 cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso).
Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto.
Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti.
In forno a 170° per ca. 20 minuti.
All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.

Pubblicato da Adriano domenica 23 settembre 2007 alle 9.02

Per chi non conosce l'antefatto la storia è su Profumo di Lievito, il blog di Adriano

martedì 3 novembre 2009

Muffins mela carota e cocco



Vi presento la colazione preparataci da Martino domenica scorsa THA DAAAH!

Muffins mela carota e cocco

Piccoli avvertimenti:
1. Se non possedete un buon elettrodomestico per grattugiare mele e carote ma disponete solo di strumenti a mano, per carità: DESISTETE, a meno che non vogliate fare la mezza dose e comunque pensateci bene!
2. Per questi muffins si sporcano 3 ciotole contro le 2 che ci vogliono normalmente.
3. Se usate l’olio d’oliva ovviamente il peso specifico del dolcetto aumenta e pure il vostro!
Se tutto ciò anzi detto non vi spaventa, cimentatevi pure, ne vale veramente la pena! Sono MORBIDISSSSSIMI

per circa 20 muffins:
425 g di farina
400 g di mele
400 g di carote
300 g di zucchero
70 g di farina di cocco
3 uova
320 ml di olio di semi di mais o 250 ml d’oliva
Una bustina di lievito
Una bustina di vanillina

In una ciotola sbattete leggermente le uova e continuando a mescolare unite l’olio e la vanillina.
In un’altra ciotola mescolate lo zucchero, la farina, la farina di cocco ed il lievito.
Pulite e grattugiate le carote e mettetele in un’altra ciotola, sbucciate e grattugiate le mele mettendole nella stessa ciotola delle carote.
Raccogliete tutti e tre i composti in un’unica ciotola mescolando delicatamente sino ad ottenere un composto omogeneo.
Versate a cucchiaiate l’impasto negli stampi da muffins e cuocete per 25/30 minuti a 180°. I muffins dovranno essere gonfi e dorati. Prova stecchino.
A cottura ultimata lasciateli nel forno spento con lo sportello aperto per circa 5 minuti, non di più!
Poi sfornateli lasciateli intiepidire e sformateli


per le foto.....beh! un po' di pazienza!


Oddio! I muffins in forno!!!

con questi muffins partecipiamo alla raccolta "muffins mania" di "pan di panna"

domenica 1 novembre 2009

panna cotta



Ed infine, c’era la panna cotta di Martino provvidenzialmente preparata la sera prima perché non si sa mai! Un amico che viene a trovarti, a Luca viene un attacco di golosite insomma un dolcetto in casa nel fine settimana deve esserci sempre!

Per la panna cotta
per 8 formine medio/piccole
½ litro di panna zuccherata
2 fialette aroma vaniglia
3 fogli di colla di pesce

Per decorare
Salsa ai frutti di bosco
Frutti di bosco

Riscaldate senza portare a bollore la panna liquida e l'aroma delle due fialette in un pentolino, nel frattempo mettete in ammollo i fogli di colla di pesce, quando la panna comincerà appena a fumare abbassate la fiamma, immergete la colla di pesce e fartela sciogliere completamente mescolando. Versate negli stampi che avete scelto, lasciate intiepidire e mettete in frigo per qualche ora ma sarebbe meglio tutta la notte.

Per la salsa ai frutti di bosco
Quando comprate (in offerta) la panna cotta quella della C***O scegliete quella ai frutti di bosco, preparate la panna cotta seguendo le istruzioni ma mangiatela con la nutella leggermente calda o con il caramello fatto da voi e conservate invece, la bustina con la salsina che avete trovato in dotazione nella confezione ed usatela quando di frutti di bosco ne avete pochi.

Decorazione
Aprite la bustina tagliando solo un angolo e sbizzarritevi, completate con i frutti di bosco e servite.



Adesso però sono stanco. Vado a riposare un po'.

venerdì 30 ottobre 2009

spatzle gorgonzola e cotto



ATTENZIONE: Il testo in corsivo non è farina del mio sacco ma è preso pari pari con la difficile operazione copia/incolla direttamente dal sito wikipedia

Dicevamo? Ah! Si! Del pranzo di domenica scorsa…
Quest’estate prima di partire alla volta di Parigi ci siamo concessi una minivacanza tutti insieme appassionatamente in Trentino Alto Adige. Durante la permanenza in quell’angolo di paradiso chiamato Canazei e dintorni, mi informavo presso gli abitanti del posto stanziali e/o migratori sui prodotti tipici dei luoghi onde poi alimentare il mio all’epoca neonato blog. Le voci all’unisono mi rispondevano: speck, grappa e …spatzle! Cosa essere “spatzle”? Già, io non lo sapevo! E come avrei potuto io piccola donna nata nel profondo sud conoscere le tradizioni dell’alto nord? Così appena possibile mi sono documentata ed ho appreso ciò:
Gli spätzle (termine originario dal dialetto svevo che significa piccolo passero) sono gnocchetti di forma irregolare a base di farina di grano tenero, uova e acqua, originari della Germania meridionale, diffusissimi anche in Tirolo, Alsazia e Svizzera e Italia settentrionale, nonostante la loro patria per eccellenza sia la Svevia (la Germania del sud-ovest).
Ma per fare gli spätzle ci vuole (il, lo o la?) Spätzlehobel che è uno strumento simile ad una grattugia contraddistinto da una superficie piena di fori con annesso una sorta di bicchiere dove versare l’impasto da grattugiare facendolo cadere direttamente in una pentola contenente acqua in ebollizione e su un fornello acceso. Il movimento di andata e ritorno taglia la pasta che cadendo nell’acqua bollente immediatamente si rapprende formando una sorta di gnocchetti irregolari.
Ma per avere (il, lo o la?) Spätzlehobel bisognava andare in un negozio che ovviamente era chiuso per ferie! E mentre a me scendeva la lacrimuccia davanti alla vetrina stracolma di cosettine interessanti, il resto della compagnia esultava. Così mi rassegnai a rinunciare al prezioso strumento. Finita la vacanza in Trentino tornammo a Firenze e qualche giorno dopo ci raggiunsero anche mia sorella Antonella ed il di lei fidanzato. Al loro arrivo a casa mi consegnarono un pacchetto ed indovinate cosa c’era nel pacchetto? (IL, LO O LA?) SPÄTZLEHOBEL ed una teglietta per muffins, quella rigida con il rivestimento antiaderente! Antonella non ha mai ricevuto tanti baci tutti insieme in vita sua!
Finita la vacanza in Trentino, finita la vacanza a Parigi siamo tornati a casa portandoci (il, lo o la?) Spätzlehobel che abbiamo riposto diligentemente tra gli utensili da cucina. Domenica scorsa lo strumentino giaceva ancora imballato ed ancora in attesa di una buona occasione per essere utilizzato. Ad un certo punto ho visto Alice prendere la grattugia per gli spatzle che ci hanno regalato zia Antonella e zio Luca (si abbiamo due Luca in famiglia) e dopo poco l’ho vista realizzare questo:

per 4 persone:

per gli spatzli
3 uova
500g di farina
350 ml di acqua

Per il condimento
150 g di gorgonzola
Mezzo bicchiere di latte
150 g di prosciutto cotto in una fetta sola
Parmigiano grattugiato

Impastare in una ciotola la farina con le uova e l’acqua sino a ottenere un impasto omogeneo ed abbastanza liquido. Lasciar riposare circa 30 minuti.
Nel frattempo mettere a bollire in una capace pentola abbondante acqua.

Tagliare a pezzetti il gorgonzola e farlo sciogliere in una padella antiaderente a fuoco bassissimo, quando inizia a sciogliersi unire il latte e lasciare amalgamare girando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno ma non alzare mai la fiamma. Tagliare il prosciutto cotto a dadini ed unirlo quando latte e gorgonzola avranno formato una cremina.

Nel frattempo, l'acqua starà bollendo. Poggiare (il, lo o la?) Spätzlehobel direttamente sulla pentola, versare nel bicchiere annesso l'impasto facendo cadere lo stesso nell'acqua con un movimento di andata e ritorno del predetto bicchiere. Quando gli spatzle vengono a galla scolarli con una schiumarola e metterli nella padella con la crema di gorgonzola. Mescolare distribuendo bene il condimento spolverare con una manciata di parmigiano grattugiato impiattare e servire.


Alice? Si! Sono io

lunedì 26 ottobre 2009

uova ripiene


Domenica scorsa abbiamo invitato all’ultimo minuto una coppia di amici a pranzo, Alice prima ha imprecato un po’ perché il minuto era proprio “ultimo” ma poi ci ha preparato un delizioso pranzetto tutto con le sue zampette dove davvero non mancava nulla. Ovviamente è tutto documentato, ma, cominciamo dall’antipasto: uova ripiene!
In realtà la scelta è caduta casualmente su questa preparazione perché quest’estate durante la nostra vacanza in Francia, sulla strada per Mont Saint Michel (Normandia) ci siamo fermati a visitare prima un meraviglioso mulino a vento e successivamente l’adiacente negozio di ceramiche (avrei comprato un esemplare per ogni tipo di oggetto ma la valigia era già stracolma ed i prezzi non proprio abbordabili) e quando ho visto questo particolare portauova me ne sono letteralmente innamorata, poi ho sentito il prezzo ed ho desistito, ma per tutta la giornata non ho fatto altro che pensare a lui. Così, al ritorno da Mont Saint Michel, ho costretto il resto della compagnia (che ha imprecato non poco sulla mia eterna indecisione) a fermarsi di nuovo al negozio di ceramiche e me lo sono accattato! Da quando sono tornata dalle vacanze prima ha fatto bella mostra di se sul tavolo della cucina poi per paura di un eventuale battesimo, madrina la distrazione, l’ho riposto. Ma io ed Alice attendevamo pazienti un’occasione per esibirlo e domenica finalmente quest’occasione è arrivata!

per 4 persone:
4 uova
Mezza scatola di ceci lessati
Un cucchiaio abbondante di maionese
Una manciatina di aghi di rosmarino
Semi di papavero

Fate le 4 uova sode con il solito procedimento: immergete le uova in un pentolino contenente acqua fredda portate l’acqua ad ebollizione e fate cuocere le uova per 8/10 minuti dall’inizio del bollore. Raffreddatele sotto il getto dell’acqua fredda, sgusciatele tagliatele a metà (in questo caso sono state tagliate nel senso della larghezza) e togliete i tuorli.
Sgocciolate il ceci dalla loro acqua di conservazione e poneteli in un contenitore adatto per immergervi il mini pimer unite la maionese, i tuorli, gli aghi di rosmarino e frullate sino ad ottenere una crema omogenea.
Raccogliete il composto in una tasca da pasticciere con il beccuccio a stella e riempite gl’incavi lasciati dai tuorli. Decorate con semi di papavero ….. ed il gioco è fatto!
Ovviamente noi abbiamo consumato questa preparazione come antipasto ma può essere tranquillamente un secondo.


Alice: sono stata brava mamma?
Io: bravissima!

domenica 25 ottobre 2009

Pancake alla vaniglia


Nel fine settimana Martino si diverte sempre a prepararci la colazione e portarcela a letto, salvo avere poi una lauta ricompensa in croccantini. Stamattina ci ha servito dei morbidissimi pancake caldi al profumo di vaniglia spalmati di cioccolata (sapete bene quale), caffè e latte.
Nelle sue intenzioni i pancake dovevano essere a forma di fiore ma poi nell’operazione, a causa dello stampo non proprio da pancake, ha incontrato qualche difficoltà, quando doveva girarli un petalo del fiore inevitabilmente si rompeva e quindi la forma non era più a fiore così, dopo i primi pancake ha desistito e li ha fatti nella forma tradizionale.
Ma a noi sono andati più che bene!
Beh! La doppia razione di croccantini se l’è proprio meritata!

Per circa 15/16 pancake
200g farina 00
1 cucchiaino di lievito per dolci
80 g di zucchero
2 uova
150 g di yogurt alla vaniglia
60g burro morbido

Ammorbidire il burro a temperatura ambiente unire lo zucchero e cominciare a montare. Aggiungere le uova uno alla volta poi la farina a cucchiaiate, lo yogurt ed infine il lievito.
Versare un cucchiaio abbondante di composto in un padellino antiaderente unto con pochissimo burro, quando fa le bollicine sul lato superiore girare e lasciare cuocere pochissimo anche dall’altro lato. Quando è pronto sistemare in un piatto e via via che cuoceranno gli altri sovrapporli formando una pila. Continuare così sino ad esaurimento del composto.
L’ideale sarebbe cospargerli di sciroppo d’acero ma, spalmati di marmellata o meglio ancora di cioccolata (sempre quella) non sono affatto male soprattutto se caldi.


Il tentativo a forma di fiore


Martino quando ci ha portato la colazione

domenica 18 ottobre 2009

Torta “amore mio”



Questa torta l'abbiamo realizzata oggi per l’onomastico di Luca, che ama il cocco ed il cioccolato bianco, e tutti e tre insieme amiamo lui, così abbiamo pensato che l’unica forma che poteva rendere l’idea era un grande cuore rosso; così pensa che ti ripensa è venuta fuori questa tortina. La nostra idea era di usare per la copertura scagliette di cioccolato bianco, ma mai impresa si rivelò più ardua! Al terzo supermercato sprovvisto delle suddette scaglie abbiamo mollato ed optato per lo zucchero a granella, ripromettendoci che la prossima volta che vediamo in qualche negozio scaglie di cioccolato bianco faremo incetta! La differenza tra le due coperture è l'effetto reso. Infatti, il cioccolato sarebbe rimasto bianco esaltando il cuore rosso, lo zucchero invece, dopo un po’, per effetto della marmellata, ha cominciato a “colorarsi” di rosa (che Luca avrebbe potuto anche offendersi!). Il risultato che abbiamo ottenuto era carino ma l’effetto che volevamo non era proprio quello!

Però Luca si è deliziato!

per la torta
150 g di zucchero
150 g di cioccolato bianco
120 g di farina
125 g di burro morbido
90 g di farina di cocco
3 uova
Una bustina di vanillina
Mezza bustina di lievito

Decorazione e farcitura
Marmellata di lamponi circa 400 g
Zucchero a granella

Ammorbidire a bagnomaria o al microonde il cioccolato ed il burro.
Mescolare le due farine.
Lavorare lo zucchero con le uova sino a che saranno gonfi e spumosi, unire poco alla volta le farine mescolate, unire il burro ed il cioccolato ammorbiditi poi la vanillina ed infine il lievito.
Versare il composto in uno stampo imburrato ed infarinato e cuocere per 30 minuti a 180 °. Fare la prova stecchino.
Togliere dal forno lasciare intiepidire un po’ togliere la torta dallo stampo e lasciarla raffreddare completamente.

Assemblaggio
Dividere la torta in due strati, spalmare la marmellata di lamponi sullo strato di base.
Disegnare e ritagliare la forma di un cuore da un foglio di carta (io ho usato un tovagliolino), sovrapporlo allo strato superiore ed intagliarne la forma. Sovrapporre lo strato superiore allo strato di base spalmare con la marmellata e poi ricoprire con lo zucchero a granella. Terminata questa operazione riempire il cuore intagliato con altra marmellata.
La torta è pronta!

Con torta "amore mio" partecipiamo alla raccolta "... un tocco di rosa in cucina" di Sara - "Meringhe alla panna"

sabato 17 ottobre 2009

Il riscatto!



L’onta della vergogna è stata riscattata, ieri sera io e Martino ci siamo messi di buona lena, abbiamo rivisto le dosi ed incrementato gli ingredienti e quello che ne è uscito fuori è stato abbastanza soddisfacente! Oddio! Non avevamo i pirottini! quindi abbiamo usato semplicemente la teglia da muffins, la forma che abbiamo ottenuto è quella di un piccolo panettoncino, ma come dice Martino: la forma non fa il dolcetto!
Stamattina a colazione avevamo dei mini panettoncini con la crosticina croccante ed il cuore morbido.

Muffin arancioccolatosi

per 8 muffins

150 g di farina
100 ml di latte
80 g di zucchero
80 g di burro morbido
20 g di cacao amaro in polvere
1 uovo
Un cucchiaino abbondante di aroma arancia
Mezza bustina di lievito per dolci

Lavorare lo zucchero con l’uovo, unire la farina a cucchiaiate alternandole con il latte, unire il burro ed il cacao poi l’aroma ed infine il lievito. Riempire gli stampi per ¾ ed infornare per 30 minuti a 180 °, gli ultimi 5 minuti (senza distrarsi) a forno spento e sportello socchiuso.
Sfornare, sformare e lasciare raffreddare.


il suo compiacimento ai miei complimenti

mercoledì 14 ottobre 2009

i muffins della vergogna


L’altra sera al supermercato mentre davo un’occhiata allo scaffale delle farine, decorazioni, aromi ecc. ho visto che c’era l’aroma arancia ovviamente è finito nel cestino insieme al latte, allo yogurt e tutto il resto. Quando sono tornata a casa ho fatto omaggio dell’acquisto al pasticciere di casa – Martino – che appena ha visto la fialetta è stato subito ispirato da una ricetta arancioccolatosa così subito si è messo a pesare, misurare, impastare, montare e dopo poco mi ha consegnato dei meravigliosi muffins raccomandandosi di cuocerli in forno appena 30 minutini di cui gli ultimi 5 a forno spento e con lo sportello socchiuso. Dopo qualche minuto la casa era invasa da un delizioso profumo di arancia e cioccolato. Trascorso il tempo necessario ho spento il forno socchiuso lo sportello e…….me ne sono completamente dimenticata…..non so di preciso quanto in più li ho lasciati non sono in grado di ricostruire, quando finalmente me ne sono ricordata mi sono ritrovata in mano dei muffin di similcartone che al massimo potevano essere utilizzati per giocare a tennis, no. Nemmeno. Mi ricordano tanto la spugna naturale che ho comprato a Gallipoli e che uso per struccarmi, si, si proprio quella! Che brutti muffin secchi, spugnosi e cartonati
Li posto lo stesso per punizione, tutti devono sapere il contenuto della mia testa! E soprattutto che Martino è un bravissimo pasticciere e che se i muffins si sono seccati è soltanto colpa mia!
Inoltre ho una piccola confessione da fare: le quantità della ricetta non sono state assemblate da una fonte certa ma da un mio libero arbitrio, quindi probabilmente le misure degli ingredienti non sono proporzionali tra loro. Lo ammetto sono un piccolo disastro!

Muffin arancioccolatosi

per 8 muffin
2 uova
50 gr di zucchero
70 gr di farina
10 gr di cacao amaro in polvere
mezzo cucchiaino di aroma arancia
½ bustina di lievito per dolci

Montare con le fruste le uova e lo zucchero fino a che saranno chiari, versare a cucchiaiate la farina poi il cacao, l’aroma ed infine il lievito.
Versare un paio di cucchiai di impasto nei pirottini sistemati nella teglia da muffin, fino a riempire gli stampi per ¾ .
Infornare a 180° per circa 25/30 minuti . Spegnere il forno e lasciarli riposare infornati ancora per 5 minuti a sportello aperto (ATTENZIONE!). Poi toglierli e lasciarli raffreddare completamente.

la tristezza di Martino

mercoledì 7 ottobre 2009

il mio primo meme!!!

Grazie infinite a Barbara per avermi passato il mio primo simpatico meme che vado subito a fare



allora…..
devo dire 10 cose su di me per farmi conoscere meglio
dunque, dunque ….. non è mica facile sapete?
Vediamo un po’…..mumble mumble

1. mi chiamo Eleonora Michela. Ciò ha determinato due fazioni tra amici, conoscenti e parenti, quindi una parte di essi mi chiama Eleonora, la restante parte Michela. Alla domanda da un milione di dollari: “ma tu come vuoi essere chiamata?” Rispondo che non lo so; in realtà non ho ancora deciso

2. sono nata il 22 febbraio quindi sono pesci ascendente sagittario con la luna in capricorno (tutto ciò fa di me un macello)

3. al 50% sono pugliese perché sono nata in Puglia da papà pugliese
al 25% napoletana perché mamma è napoletana
al 25% salernitana perché da anni vivo a Salerno
ritengo di aver distribuito equamente le percentuali anche se a breve le dovrò ricalcolare

4. ho due sorelle adorabili. Ne avrei voluta qualcun’altra, ma poi quando sto insieme a tutte e due contemporanemente ringrazio il cielo che siano soltanto due!

5. dicono che sono disordinata, colgo l’occasione e faccio notare che il posto delle cose non esiste

6. odio stirare, ma non è colpa mia sono il clone della mia mamma

7. leggo topolino e guardo i cartoni animati anche se ormai sono grande

8. preferivo il mare alla montagna ma da quest’estate ho cambiato idea, ora mi piacciono tutti e due

9. adoro il bianco in tutte le sue tonalità

10. sono una persona corretta ma irrimediabilmente refrattaria ad ogni tipo di regola, imposizione, disciplina (vedi punto 6)

Come avrete notato vizi tanti virtù poche spero di piacervi lo stesso e di non essere costretta a chiudere il blog!

Passo il giochino/meme a questi 10 blog, non tutte mi conoscono ma io conosco loro e vorrei conoscerle meglio
1. Federica
2. sciopina
3. Alem
4. snookydoodles
5. miciapallina
6. Sabrine D'Aubergine
7. Sara
8. La collina delle fate
9. Carmen
10.pappa e ciccia

sabato 3 ottobre 2009

Il mio primo premio!!!



salve a tutte!!!
Scusate ma io Alice e Martino siamo emozionatissimi!
Vorrei scrivere tante cose ma non so da dove cominciare! La prima che mi viene in mente è un GRAZIE grande grande a Maurina - COMFORD FOOD per avermi assegnato il mio primo, primissimo premio, dopo soli due mesi dall'inizio di questa bellissima avventura.
Non so bene ancora come funzionano i premi, so soltanto che sono al culmine della gioia, ad ogni modo cercherò spulciando tra i miei blog preferiti di capire come si fa.

allora, le regole sono:
- indicare da chi lo si e' ricevuto
- girarlo ad altri 10 amici affinché si conoscano altri 10 blog

io assegno il premio ai seguenti blog:

il criceto goloso
muccasbronza
i piaceri della vita
ricette barbare
cardamomo & co
le pappe di alessandra
la via delle spezie
a spasso con solidea e ale
anice&cannella
una finestra di fronte

Se ho sbagliato qualcosa non esitate a farmelo notare.
bacioni Ele Alice e Martino

martedì 29 settembre 2009

Madeleinettes quando la forma non fa il dolcetto!


Oggi è S. Michele Arcangelo ed è il mio 2° onomastico (ho due nomi quindi due onomastici) e così quando stamattina sono entrata in cucina Martino mi ha servito questa particolarissima colazione.
Dalla Francia gli avevo portato l’aroma “mandorla amara” comprato proprio nella patria delle madeleines, infatti, questi dolcetti sembrano dei mini muffins ma in realtà sono delle Madeleinettes hanno questa forma perchè a casa non abbiamo lo stampo da madeleines quindi il povero gattino ha dovuto fare di necessità virtù utilizzando al suo posto dei piccoli pirottini in silicone colorato. Vi posso assicurare che la forma non ha intaccato minimamente il gusto di questi deliziosi dolcetti che avevano la morbidezza ed il profumo inebriante tipici delle madeleines a forma di conchiglia

Mi ha detto inoltre di aver preso spunto da questa ricetta qui

per 20-22 madeleinettes
1 uovo
75g zucchero
90g farina
80g burro
20g di latte
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di aroma di mandorla amara
1 cucchiaino raso di lievito per dolci

Ammorbidire il burro lasciandolo fuori dal frigo per circa 1 ora e ½ - 2.
Accendere il forno e fargli raggiungere la temperatura di 200 gradi.
Sbattere lo zucchero con l’uovo ed unire l'aroma e la farina setacciata con il sale.
Aggiungere il burro ammorbidito, amalgamare bene ed aggiungere il latte.
Unire alla fine il lievito setacciato.
Riempire gli stampini solo per 1/3 e cuocere fino a doratura qui sono occorsi 10 minuti abbondanti.

Perdonate le foto ma pensavo che qualcuno mi chiedesse per questa giornata cosa vuoi in regalo? Ed io avrei risposto una macchina fotografica digitale. Come avrete capito nessuno mi ha fatto questa domanda e quindi le foto sono quelle di un povero cellulare.
Chi ha orecchie per intendere, intenda!

Questo è Martino dopo le fatiche!

giovedì 24 settembre 2009

l'orzo di alice



L’orzo perlato giaceva nella dispensa e la vaschetta di “preparato per risotto” nel freezer quando li userò mai? Mi chiedevo mentre mangiavo un anemico “certosino” ed Alice mi risponde candida: “domani! Si, domani a pranzo” ed ha estratto dalla tasca della pelliccia una ricetta

80 gr di orzo perlato
una vaschetta di preparato per risotto
uno spicchio d’aglio
poco olio

Lavare l’orzo sotto l’acqua corrente, metterlo in un pentola, coprirlo con acqua fredda e portare, a fuoco dolce, ad ebollizione, lasciandolo cuocere per circa 30 minuti dall’inizio del bollore sempre a fuoco costantemente dolce. Poco prima della fine della cottura salare.
Nel frattempo mettere un paio di cucchiai di olio e lo spicchio d’aglio in una padella, quando l'olio è appena caldo versare il “preparato per risotto” e portare a cottura, l’acqua dovrà asciugarsi completamente.
Quando anche l’orzo sarà cotto unire tutto in una capiente ciotola condire con un cucchiaio di olio crudo ed una spolverata di prezzemolo tritato (io non l’avevo) mescolare e servire.
Io l’ho messo in un contenitore o bento che dir si voglia e l’ho mangiato oggi a pranzo allo studio. Buonissimo!
Brava Alice! Stasera doppia razione di croccantini ed una ciotolina di latte!

mercoledì 23 settembre 2009

cena da single


Ahimè! Proprio oggi che è il nostro 3° anniversario sono tornata single! No niente paura la mia dolce metà non mi ha “licenziata” si è soltanto trasferito qualche km più in la (circa 600!). Quindi cosa si preparano i single per cena? Ve lo siete mai chiesto? Ve lo dico io: un pezzo di formaggio, un paio di sottilette con un pezzetto di pane, pastina col dado, se è avanzato un uovo una frittatina, cucinano un kg di minestrone e lo mangiano sino ad esaurimento, insomma come si dice dalle mie parti si “arronzano” un po’. Ieri sera invece sono stata fortunata, nel deserto del mio freezer c’era triste e malinconica una busta di spinaci, quelli a cubetti, che rimembrava i tempi in cui era stata comprata per fare i timballini di spinaci con il cuore di mozzarella, o il rotolo di spinaci irrorato di burro fuso ed una spolverata di parmigiano. Mi sono commossa! Ed accarezzandola le ho promesso una fine dignitosa. Le sottilette c’erano (quelle non mancano mai), il parmigiano pure, le ho proposto: “ci facciamo 4 salti?” ho sentito “sssiiiiiiiiiiiiiii”e benchè non avessi nessuna voglia di mettermi a saltare, ho versato un filo d’olio nella padella e messo tre cubetti di spinaci ho coperto e lasciato andare a fuoco medio fino a cottura. Poi ho abbassato la fiamma e ho spolverato con abbondante parmigiano grattuggiato, ho coperto di nuovo per un minutino e poi ho dato una bella rigirata, ho spento ed impiattato (che parolona) ho adagiato sugli spinaci due sottilette ed ho coperto con un piatto per farle sciogliere con il calore degli spinaci senza farle tornare latte. E sotto gli occhi amorevoli di Alice ho pappato pensando al mio amore lontano snif! snif!
Lo so, lo so! La ricetta è scontata considerando anche il fatto che esiste una versione più veloce (F…biiip…s) chissà quante di voi l’hanno già proposta ai familiari ma non nel blog, ma potevo deludere Alice che mi guardava amorevolmente mentre mi preparavo la cena?

lunedì 14 settembre 2009

muffins cuor contento


Finalmente è sabato, il fine settimana è iniziato! Guardo la sveglia: 8:48 è tardi! Ho ancora un sacco di cose da fare. Luca dorme. Scendo piano piano, Alice e Martino mi vengono incontro miagolando, guardo Luca, meno male non ha sentito continua a dormire (strano, si sveglia con un soffio!) vado in cucina faccio mangiare i gatti, in religioso silenzio preparo il caffè, verso il latte, prendo le tazzine per il caffè – con la mente torno a qualche settimana prima – Montmartre – Parigi Io: “guarda amore! Ce le vogliamo comprare? Le useremo per il caffè!” mi sorride annuendo. L’ennesimo capriccio esaudito.
Apro la dispensa, la camicia da notte mi scivola su una spalla scoprendola, prendo il barattolo con i muffins fatti in gran segreto mentre Luca era al lavoro. Il caffè è pronto, lo verso nelle “nostre” tazzine sistemo tutto su un vassoio e via…colazione a letto!
Il mio fine settimana è iniziato così…

Muffin cuor contento
180 gr di burro
380 gr di farina
250 ml di latte
200 gr di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
2 uova intere più un tuorlo
1 bustina di vanillina
Confettura di fichi
Mandorle dolci sgusciate e pelate

Montare con le fruste il burro morbido, lo zucchero, vanillina ed il sale fino a quando risultano bianchi e cremosi. Unire uno alla volta le uova ed il tuorlo, poi il latte. Continuare a montare fino a quando tutto risulta gonfio ed omogeneo. Unire a cucchiaiate la farina fino ad esaurimento ed infine il lievito.
Versare un cucchiaio di impasto nei pirottini sistemati nella teglia da muffin, poi in ogni pirottino mettere un cucchiaino di confettura di fichi ed una mandorla, ricoprire con un altro cucchiaio di impasto. Il tutto fino a riempire gli stampi per ¾ .
Infornare a 180° per circa 30 minuti o fino a doratura. Spegnere il forno e lasciarli riposare infornati ancora per 5 minuti a sportello aperto. Poi toglierli e lasciarli raffreddare completamente.